Raggi: "Nessuna irregolarità nelle firme per la mia candidatura"

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Tutto nasce dal documento che contiene le firme presentate dal Movimento 5 Stelle a sostegno della Raggi. La cosa che non torna è che cronologicamente la raccolta è avvenuta il 23, quindi tre giorni dopo l'atto riportando poi sulla documentazione precedente il numero reale delle adesioni.

In mattinata, a margine della conferenza stampa al deposito Atac di Tor Pagnotta in merito si è espressa anche la sindaca Virginia Raggi: "Sì lo abbiamo letto, come avete visto sono venuti anche in montagna (la troupe de Le Iene, ndr)". Il cosiddetto "Firma Day" del M5S, però, cioè il giorno della raccolta firme, è stato il 23 aprile.

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Decine le persone interrogate e ci sarebbero già alcuni sospettati per il brutale omicidio , che ha scioccato Alatri . Era stato così trasferito in elicottero a Roma, dove lo avevano operato e ricoverato in rianimazione all'Umberto I.

Diversa la posizione di Roberto Giachetti, candidato sindaco per il PD nel 2016, secondo il quale prima si raccolgono le firme dei cittadini, e poi si indica il numero in un documento ufficiale. La realtà delle cose è che quello che secondo le Iene e il consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato sarebbe successo a Roma non ha nulla a che vedere con le firme false.

Nell'anniversario per la celebrazione dei 60 anni dai trattati di Roma oggi il ruolo di padrona di casa è toccato alla sindaca di Roma Virginia Raggi. E anche l'esperto di diritto amministrativo, Bruno Santamaria, smentisce la risposta dei legali del M5S e dichiara: "Mi spiace, ma la legge non prevede assolutamente questo". "Comunque effettueremo anche ulteriori controlli e verifiche ma da quello che mi viene rappresentato non c'è alcuna irregolarità". Governare Roma è difficile, indubbiamente, ma proprio per questo serve mano ferma e idee forti, che Virginia nei momenti cruciali ha dimostrato di non possedere. "Abbandono della città, inesperienza, incapacità amministrativa e mancanza di un progetto per la città sono le vere cause del risveglio dei cittadini romani". Quindi, dopo essere "sbollita", ha fatto ritorno al suo posto, attendendo "pazientemente" la fine del discorso della Raggi. Ma oltre all'ipotesi di falso, un'altra ombra si allunga sulle modalità utilizzate nel raccogliere consensi: come hanno potuto dieci cancellieri verificare e validare venti pacchetti di firme in altrettanti banchetti disseminati nella Capitale? Se non ci riescono... Ora dal punto di vista giurisprudenziale bisogna stabilire se quell'errore costituisca un falso tale da dichiarare inammissibile la presentazione di una lista e la correzione dei risultati o meno.

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