Dominello: "Io rispetto agli Agnelli sono spazzatura"

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Nel deferimento del procuratore Giuseppe Pecoraro, durissimo e contestato alla radice dai bianconeri, sono accusati di aver infranto le norme sulla vendita di biglietti e sui rapporti col tifo organizzato, aggiungendo l'eventualità (esclusa dal processo penale in cui nessun tesserato è indagato) di aver usato "il contributo fattivo della malavita organizzata". L'avvocato della società insiste nella linea secondo cui Andrea Agnelli non fosse a conoscenza dell'estrazione familiare di Rocco Dominello, mentre il responsabile sicurezza Alessandro D'Angelo, il responsabile commerciale Francesco Calvo e il responsabile biglietteria Stefano Merulla erano a conoscenza dello spessore criminale di Dominello e degli altri capi ultrà, ma proprio per questo agivano in "stato di soggezione" fornendo i biglietti destinati al bagarinaggio. Prima del deferimento, Agnelli e i suoi legali avevano fatto recapitare una memoria difensiva a Pecoraro per respingere quella che viene definita una "ansia accusatoria": "La vittima di indebite pressioni è diventata artefice e complice del giro di facili guadagni derivanti dal bagarinaggio. Le concessioni sono il frutto della necessità di mantenere un ordine pubblico".

Il presunto boss della 'ndrangheta Saverio Dominello, imputato a Torino nel processo "Alto Piemonte", ha reso alcune dichiarazioni spontanee durante l'udienza preliminare del processo. Testa tra le mani dietro le sbarre, Dominello avrebbe parlato anche della totale inconsapevolezza della sua famiglia rispetto ai suoi legami con la criminalità organizzata. "Sono stufo di questa vicenda che ha portato danni alla mia famiglia, non voglio il marchio infamante della 'ndrangheta sui miei figli che non c'entrano". E non lo è mai stato. "Mi disse che la soffiata era giunta dalla società". Presente in aula anche l'altro figlio Michele, condannato in primo e in secondo grado nel processo "Colpo di coda".

Due fratellini trovati morti in casa Sarebbero stati uccisi
Si tratta di costruzioni nuovissime, disegnate dall'architetto Renzo Piano accanto al Museo delle scienze. Nella mattinata, dopo la tragedia , è stata avvertita di quanto successo e presto tornerà dalla madre .

Nella relazione di polizia giudiziaria sul derby Juventus-Torino del 23 febbraio 2014 - scrive il Napolista - si legge che "gli striscioni clandestinamente introdotti, pur nella consapevolezza che la loro esposizione avrebbe comportato una salata ammenda per la Società, inneggiavano alla tragedia di Superga e comportarono il sanzionamento della Juventus da parte del giudice sportivo, con una ammenda di 25.000 euro". Avrebbe aggiunto di essere andato lì per difendere il figlio, non specificando il motivo del contrasto: si presume che siano questioni di stadio, quindi di biglietti.

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