Terrorismo, sgominata a Venezia una cellula jihadista: stava preparando un attentato

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Contemporaneamente sono state eseguite dodici perquisizioni, tutte nel centro storico di Venezia, una a Mestre e un'altra in provincia di Treviso. Nel punto di maggiore interesse turistico, come il Ponte di Rialto. Scatta quindi l'allarme terrorismo a Venezia: intercettati da mesi dalle forze dell'ordine, infatti, gli estremisti sono stati sentiti mentre esultavano dopo l'attentato di Westminster del 22 marzo. Per gli inquirenti dalle intercettazioni e dalle indagini emergono "moltissimi passaggi di adesione incondizionata al progetto Isis" con un'attività "che non è rimasta solo di tipo teorico/dottrinale", ma che prevedeva anche "progettualità e programmazione". "È stato anche accertato che i quattro compivano delle simulazioni per confezionare esplosivi fatti in casa". Dicevano che compiere un'azione simile a Venezia sarebbe stato "un colpaccio". Inizia una serrata attività investigativa, intercettazioni preventive, che si trasformano in intercettazioni giudiziarie.

"Abbiamo controllato ogni loro rapporto, ogni loro contatto con il mondo esterno e siamo riusciti anche ad inserirci e controllare anche il loro mondo telematico e tutto quello che riuscivano a comunicarsi e ad indottrinarsi", ha sottolineatoo il procuratore Adelchi d'Ippolito. Gli indagati guardavano e commentavano i video "promozionali dell'isis" nei quali venivano spiegate le "tecniche di aggressione" come si uccide con coltelli e quali sono le tecniche aggressione più efficaci e veloci.

MOSCA/ Navalni condannato a 15 giorni. Usa e Ue contro gli arresti
Ad averli radunati, il blogger e oppositore del governo Aleksej Navalny , fermato dalla polizia nel corso della protesta a Mosca . Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni .

Coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo, gli investigatori di Reparto Operativo e Dis hanno individuato soggetti, dinamiche relazionali, radicalizzazione religiosa, luoghi di frequentazione, fino a giungere ad una conoscenza della loro attività criminale tale da permettere l'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere ed il fermo di un soggetto minorenne, tutti originari del Kosovo e presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno.

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