Protesta terremotati a Montecitorio: "Non ci hanno aiutati"

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Un ultimatum all'esecutivo: "se entro una settimana non verrà fissato un tavolo col Governo, i capigruppo di Camera e Senato e il commissario Vasco Errani, bloccheremo l'Italia; basta parole, vogliamo dei fatti". Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi - hanno spiegato - manca la volontà. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l'anno nel decreto non c'è. Alla mobilitazione hanno aderito anche le Bsa, Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia, che già dall'agosto 2016 operano, dal basso, nelle zone colpite dal sisma. Siamo stanchi di parole: "se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese". Bloccata la SS 'Salaria' a Trisungo, frazione di Arquata del Tronto, nell'Ascolano, al grido di "La ri-scossa dei terremotati" In mezzo alla strada trattori, tavoli, sede, e centinaia di persone. Dai presidi nei centri più colpiti dal sisma, da Amatrice a Visso passando per Norcia e L'Aquila, i terremotati faranno sentire la loro voce in maniera pacifica ma determinata per esigere un cambio di passo nella gestione di questa ricostruzione.

I terremotati hanno portato decine di striscioni e cartelli, su cui sono scritte alcune frasi piuttosto indicative come: "Rispettate il nostro dolore e le nostre promesse", "Non molliamo", "Arquata vive", "Arquata non muore".

Ad Alatri l'ultimo addio a Emanuele Morganti, ventenne ucciso dal branco
In un altro striscione, ancora una foto di Emanuele sorridente e accanto la scritta 'Il perdono lasciamolo a Dio... La non violenza si impara in famiglia, lì si impara a non essere come Caino, a non essere analfabeti del cuore.

Un gruppo di terremotati stanno manifestando anche a Torrita, una delle frazioni di Amatrice: il gruppo ha bloccato la Salaria all'altezza della frazione.

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