Trump Siria: "L'attacco chimico è stato un vero affronto all'umanità intera"

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L'attacco chimico di martedì in Siria è "un crimine mostruoso" e l'uso di armi chimiche è "inaccettabile", ma le conclusioni degli Stati Uniti sull'incidente non sono basate su dati oggettivi e "sarebbe scorretto attribuire etichette (cioè identificare chi ha commesso l'attacco ndr.)".

"Se il mondo cambia io non resto dove sono". Le autopsie sono state compiute su tre siriani morti in Turchia dopo essere stati portati nel Paese per essere curati. I quali ragionevolmente, in un ipotetico tavolo della pace, non avrebbero troppi problemi a concordare un'uscita di scena del rais siriano per ottenere un accordo duraturo, a patto che si assicuri loro il controllo di Latakia. Dopo aver soccorso moglie e figli portandoli in ospedale, l'uomo era tornato sul posto ma ha trovato gli atri parenti già cadaveri così è ritornato al centro medico scoprendo però che anche moglie e figli erano deceduti. "Gli USA fanno solo quello che fa comodo ai loro interessi, mentre la Russia condivide gli interessi di Bashar", chiede.

Ma c'è anche un'altra possibilità.

Il vice-rappresentante russo alle Nazioni Unite ha detto mercoledì che i miliziani islamisti che combattono il governo di Assad hanno usato armi chimiche anche in passato, tra cui le armi al cloro, il cosiddetto "gas mostarda" e il gas nervino, sia in Siria che in Iraq.

La portavoce del ministero degli affari esteri russo, María Zajárova, ha assicurao che il bombardamento contro la Siria era stato deciso dalla Casa Blanca prima dell'attacco chimico contro la provincia di Idlib. "Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza", ha spiegato a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria.

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Manifestazioni, scontri con la polizia, ma i lavori, e l'espianto degli ulivi , sono andati avanti. Il Tar ha quindi fissato per la trattazione collegiale "la camera di consiglio del 19 aprile ".

Trump Siria. Il neo presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, a poco più di 24 ore dal terribile attacco chimico nel Governatorato di Idlib, è ancora scosso ed indignato per quello che accaduto.

Ma, soprattutto, Teheran puntava a una vittoria delle forze sciite chiara e senza l'aiuto di Mosca, un alleato ingombrante e focalizzato solo a garantirsi il proprio spazio vitale, per poter dettare legge nella regione. "Hanno inviato truppe in Siria senza collaborare e senza un invito del governo siriano legittimo, il che significa che questa amministrazione, uguale a quelle precedenti, non desidera il ritorno della stabilità in Siria", ha affermato il presidente riferendosi alle truppe inviate da Washington a sostegno dell'offensiva su Raqqa della alleanza curdo-araba.

L'Iran, inoltre, è a un passante importante della sua storia politica.

Oggi è prevista alle ore 16 italiane una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu che, con ogni probabilità, non deciderà niente in ragione del fatto che in uno di quei seggi siede Mosca, che opporrà il veto a qualsiasi decisione non condivida. "Si sta parlando di un livello completamente diverso".

C'è stato o no un attacco chimico?

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