Consip, indagato Carabiniere per falso in atti su Tiziano Renzi

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Romeo Gestioni non ha contestato solo l'aggiudicazione in favore di Cpl, ma anche l'ulteriore aspetto legato all'esclusione: l'offerta di Romeo, infatti, è stata sottoposta nel 2013 a verifica di anomalia e a seguito di questa procedura nel luglio 2014 è stata esclusa ritenendo che i costi del personale e del materiale fossero sottostimati rendendo l'offerta non remunerativa.

"La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva". La strategia difensiva sarebbe legata alla necessità di conoscere gli atti dell'indagine nella loro completezza. E' necessario, quindi, leggere prima tutti gli atti dell'indagine per affrontare un interrogatorio. Il mio assistito ha lavorato circa un anno su questo procedimento e redigendo, di fatto, quasi tutte le informative. Romeo racconta del suo rapporto con Bocchino per poi affermare "Renzi, l'ultima volta che l'ho incontrato". Le cifre sarebbero tangenti che Romeo avrebbe pianificato di corrispondere ai due in cambio di un aiuto per ottenere alcuni appalti.

Come riporta Repubblica, l'analisi dei nastri disposta dal procuratore Pignatone e dal sostituto Palazzi ha rivelato che in reraltà quella frase era stata pronunciata dall'ex parlamentare Italo Bocchino.

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L'idea era questa: "svincolare l'artista dagli obblighi che servono a far andare avanti la macchina organizzativa". Lui, fiero, se ne va sbattendo la porta: "Il talent show, ma soprattutto X Factor, è la tomba della creatività".

Stavolta nel mirino degli inquirenti c'è un capitano del Noe dei carabinieri, Giampaolo Scafarto. In particolare, durante il recupero dei 'pizzini' dall'immondizia a piazza Nicosia, i militari del Noe dichiaravano di aver notato la presenza di persone in abiti civili in atteggiamento sospetto che controllavano le targhe delle macchine parcheggiate e monitoravano le operazioni delle forze del'ordine. Ha però aggiunto che la 'verità verrà a galla' e accusato il M5S di doppio-pesismo sugli avvisi di garanzia. Terza considerazione, la più banale ma forse proprio per questo la più disattesa.

Ci sono stati di quelli accusati di rubare la droga che avevano sequestrato o che giaceva nei depositi giudiziari o di spartirsi il malloppo che beccavano negli appartamenti degli spacciatori ( è successo a Roma, a Milano, per dire, e chissà quante volte dappertutto e con qualsivoglia sostanza) e poi cambiavano i verbali. La procura di Roma per altro aveva già tolto la delega alNoe e al capitano Scafarto, ritenendoli responsabili di un eccesso di fuga di notizie dall'inchiesta. "Oggi tutto questo se ne va". Oggi Renzi tira un sospiro di sollievo, pur dicendosi sempre certo dell'estraneità del padre e di Luca Lotti dall'inchiesta.

"Ho appreso la notizia questopomeriggio dall'agenzia, ho chiamato io mio padre e la reazioneè immaginabile, si è messo a piangere". Ora, se tutto sarà confermato, ci troviamo di fronte a un corpo dello Stato che fabbrica e manipola e occulta prove contro lo Stato medesimo, contro il presidente del Consiglio, contro un suo ministro e strettissimo collaboratore.

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