Turchia, Erdogan vince di misura

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Sì' in netto vantaggio nei primi risultati parziali del referendum costituzionale sul presidenzialismo in Turchia, voluto da Recep Tayyip Erdogan. Le opposizioni denunciano brogli e chiedono il riconteggio delle schede. Da allora sono state arrestate 43mila persone, 100mila indagate, licenziati oltre 136mila dipendenti pubblici. Ma non solo: il 'balletto' tra NATO e Russia, consegna alla cronaca un Erdogan incapace di tenere una propria linea, ma soprattutto di essere preso in seria considerazione dalle parti in causa in queste ore così difficili per la crisi siriana.

Intanto anche nella giornata del voto non sono mancati alcuni arresti. La polizia turca ha fermato e condotto dietro le sbarre 8 persone ricercate: le forze dell'ordine le hanno intercettate mentre le stesse si stavano recando ai seggi per votare.

Si avvicina domenica 16 aprile e con domenica il referendum costituzionale in Turchia. Da qui lo slogan "Un Sì per la Nazione, per lo Stato, per la Repubblica, per la sopravvivenza del nazionalismo turco, per la Turchia eterna". Non è previsto il raggiungimento di un quorum, ma l'esito sarà raggiunto con la maggioranza semplice dei votanti.

Un modo per rafforzare ancora di più il suo potere, dal momento il capo dello stato diventa anche capo del governo.

Nominerà e rimuoverà vicepresidenti, ministri e ufficiali di alto livello, incluso il capo di Stato Maggiore.

Abusa della figlia della convivente
Preso atto di ciò, il G.I.P. di Ragusa ha disposto per l'uomo una misura cautelare in carcere per il reato di abuso sessuale . L'uomo, un ragusano , aveva condotto la vittima in una casa di campagna non sua.

Il mandato parlamentare sarà aumentato a da quattro a cinque anni. Le elezioni della Grande Assemblea Nazionale e del presidente si terranno contemporaneamente ogni 5 anni e non più 4. La riforma prevede inoltre l'abolizione delle corti militari. Chi vota no alla sua riforma sta con i terroristi, con l'Europa, con l'Occidente con tutto ciò che vuole indebolire la Turchia.

Lo scorso gennaio hanno votato a favore della riforma il partito conservatore e islamista di Erdoğan (l'AKP) e il partito nazionalista MHP.

L'oggetto del referendum è una riforma volta a trasformare il paese in una repubblica presidenziale, aumentare i poteri del presidente e secondo i critici e molti osservatori internazionali completare la trasformazione del paese in uno stato autoritario. Nel caso specifico attuale, Erdogan che con le leggi in vigore oggi terminerebbe il suo incarico nel 2024, con la riforma potrebbe tirare avanti fino al 2029. In pochi sospettavano che quel premier filo-islamico era destinato a cambiare la storia della Turchia, in un lungo crescendo di cui il referendum sul presidenzialismo è l'ideale coronamento. Sarebbe sicuramente un sistema politico con un debolissimo - se non inesistente - sistema di pesi e contrappesi.

I filocurdi dell'Hdp si presentano falcidiati da inchieste giudiziarie che hanno portato all'incarcerazione di 10 dei 59 parlamentari, dei due segretari, di decine di politici locali e centinaia di attivisti, tutti accusati di terrorismo, rimane fortemente radicato nel sud est del Paese.

Questo risultato avrà ripercussioni sulla politica estera della Turchia, in particolare sul ruolo di Ankara nel conflitto siriano e sui suoi rapporti con USA e Russia? . Non sono mancati episodi di tensione durante la giornata di votazioni. Preoccupano anche alcune decisioni che potrà prendere, come la continuazione delle "purghe" che hanno caratterizzato questi mesi o la reintroduzione della pena di morte.

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