Istat: l'11,9% degli italiani troppo poveri per mangiare

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Nel 2016 risultano in condizione di grave deprivazione 1 milione 250 mila minori, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni.

Agenpress - "Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie nel 2016 non si è osservata una riduzione dell'indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio". La percentuale, nonostante sia drammatica, di persone che vivono in una situazione di povertà è pressoché stabile rispetto all'anno precedente. Lo rileva l'Istat diffondendo i dati del commercio con l'estero e prezzi all'import dei prodotti industriali, aggiungendo che il surplus commerciale e' di 1,9 miliardi (+3,9 miliardi a febbraio 2016). Lo rivela l'Istat nel suo dossier sul Def, durante un'audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. La quota di persone in famiglie in gravi difficoltà economiche "si attesta all'11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015".

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E anzi peggiora per alcune categorie: in particolare per gli anziani over 65 (passati dall'8,4% del 2015 all'11% del 2016) e per chi vive in famiglie con una "persona di riferimento" in cerca di occupazione (indice salito dal 32,1 al 35,8%). Questi dati "confermano dunque l'urgenza degli interventi previsti dal Governo per il contrasto alla poverta'". La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo "è più bassa rispetto sia a quella registrata nello spesso periodo dell'anno precedente sia a quella di due anni prima". "Nel primo trimestre abbiamo una forte turbolenza sul piano produttivo", quindi "potremmo avere un problema nel primo trimestre ma lo scenario in corso d'anno è positivo" e rende "plausibile" la "progressiva accelerazione" per raggiungere l'obiettivo di crescita del pil dell'1,1 per cento auspicato dal governo. L'esercizio - prosegue - è stato realizzato per i 25-34enni confrontando i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti.

Nel 2016 "tra le principali voci di spesa che hanno segnato una contrazione si evidenziano gli investimenti (-4,5%), in calo per il settimo anno consecutivo".

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