Meno poteri all'Anac, esplode polemica

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Al centro la decisione di abrogare il passaggio del codice degli appalti che attribuisce più poteri all'Anac di Raffaele Cantone, in materia di intervento e prevenzione.

"Aver tolto i poteri all'Anac è un atto grave non solo nel metodo, ma ancor più nel merito, e - sostiene - il messaggio che esce dal CdM è chiaro: il settore degli appalti deve rimane zona franca, dove regolarità e trasparenza debbono ancora abdicare alla corruzione". "Chiediamo al presidente Gentiloni e al ministro Delrio che venga posto rimedio a questo blitz che qualcuno ha compiuto", dicono sempre all'Huffington Post, Stefano Esposito e Raffaella Mariani, relatori del codice in commissione Lavori Pubblici del Senato. "Nessuno può pensare che ci siano stati degli abusi - è il ragionamento di Cantone -, per la semplice ragione che questa norma non è mai stata utilizzata". Il Consiglio dei Ministri ha eliminato la disposizione che riconosceva poteri sanzionatori e di controllo all'Autorità. Gentiloni, in missione a Washington, avrebbe telefonato a Raffaele Cantone che ha fatto sapere di "aver preso atto positivamente" dell'impegno politico assunto dal premier.

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È polemica sul ridimensionamento dei poteri dell'Anticorruzione, che consentivano di intervenire in casi di macroscopica irregolarità senza aspettare un giudice. Questo strumento era stato inserito nella nuova legge delega sugli appalti, varata dopo gli scandali di Expo2015 e Mafia Capitale. Il rischio è che dunque il nuovo testo, varato il 13 aprile scorso, entri in vigore senza questa previsione. Riflette così il presidente dell'Anac manifestando "tensione e allarme" per la modifica al codice degli appalti che ha soppresso il potere dell'Autorità anticorruzione di inviare alle imprese appaltanti una 'raccomandazione vincolante' in caso di gravi anomalie. Sta di fatto che la modifica spunta dopo l'iter parlamentare e dopo l'ok del Cdm. Anche perché il testo deve ormai essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Mi auguro sia un mero errore materiale da parte degli uffici di Palazzo Chigi. "Quel comma va reintrodotto".

La nota di Palazzo Chigi ha precisato che nella conversione della manovra correttiva si interverrà "in maniera inequivocabile" per rimediare. Si tratta del comma 2 dell'articolo 211. Ma anche per Matteo Orfini, presidente Pd, depotenziare Anac è un errore.

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