Fitch abbassa il rating dell'Italia a BBB: "Rischio governo debole e populismo"

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"L'Italia con Renzi a un passo dal baratro, il Movimento 5 stelle per uscire dall'austerità": con questo titolo il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio commenta, in un post sul blog Beppegrillo.it, le ultime valutazioni sull'economia italiana.

Fitch ha abbassato il rating dell'Italia da BBB+ a BBB, due gradini sopra il grado speculativo o junk.

Fitch scrive: "Il persistente peggioramento fiscale dell'Italia il ripiegamento del consolidamento, la debole crescita economica e la conseguente mancata riduzione dell'elevato livello del debito delle amministrazioni pubbliche hanno lasciato più esposizione ai potenziali shock avversi".

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Abbiamo, inoltre, chiesto una visita diplomatica presso la struttura dove si trova in questo momento Gabriele Del Grande . Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano , a Pescara per una tappa del roadshow "Italia per le imprese".

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato dalla 'Cnn', aveva sostanzialmente confermato le previsioni dell'agenzia di rating: "Stiamo crescendo, ma non abbastanza e non siamo soddisfatti". Per l'agenzia Fitch: "questo espone maggiormente il Paese a potenziali choc sfavorevoli" e stima che il debito pubblico italiano raggiunga un picco al 132,7% del Pil nel 2017 scendendo "solo gradualmente" al 129,3% nel 2020.

Inoltre, sempre per Fitch, è cresciuta "la possibilità di partiti populisti e euroscettici che influenzano la politica". Secondo l'agenzia, "un populismo in crescita può sminuire l'appetito politico per la riforma, aumentare la pressione per lo svuotamento fiscale e pesare sul sentimento degli investitori". Da non sottovalutare nemmeno la situazione di "debolezza delle banche italiane" il cui settore ha outlook "negativo" in quanto deve ancora affrontare le difficili sfide per ridurre i crediti deteriorati e la debole redditività, di fatto accrescendo anche i rischi al ribasso per l'economia e le finanze pubbliche. Prevista una crescita per l'Italia dello 0,9% nel 2017 e dell'1,0% nel 2018.

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