L'appello per Del Grande, detenuto illegalmente in Turchia

Adjust Comment Print

"Ci risulta che Gabriele stia bene - prosegue il ministro - sta facendo uno sciopero della fame nutrendosi solo di liquidi". Non ci è stata data alcuna informazione su eventuali capi di imputazione nei suoi confronti di Gabriele. L'obiettivo della diplomazia, ha aggiunto Alfano, è quello di "ottenere il rilascio nei tempi più rapidi possibili". Il colloquio, annunciato ieri dopo un forte pressing delle autorità italiane e la mobilitazione di moltissimi cittadini in tutto il Paese e in Europa, si è svolto nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea della Turchia, dove oggi si trova il regista di "Io sto con la sposa". "Ho ottenuto dalle Autorità turche che abbia l'assistenza di un medico". La sua detenzione è illegale. "Non c'è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo". L'incontro si sta svolgendo in queste ore, dopo 3 giorni dall'inizio dello sciopero della fame di Del grande.

Al Senato si riuniscono gli amici di Gabriele per chiedere la liberazione: Andrea Segre, Valerio Mastandrea, Daniele Vicari, Concita De Gregorio, Rachele Masci e Giovanni De Mauro, alla presenza del presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Beppe Giulietti, e del presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, Luigi Manconi, terranno una conferenza stampa. L'Ue si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche.

Lega Serie A decapitata arriva il commissariamento
Lì c'è un contrasto che non porta a niente, anche se qualche ipotesi di mediazione l'ho notato. La nomina è per un periodo di sei mesi con delega per la nomina dei sub commissari.

Un nuovo appello per Del Grande è giunto anche dal presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, che avvisa: "La Turchia deve rispettare la libertà di stampa se vuol far parte dell'Unione europea". È chiuso in una cella, ogni giorno viene interrogato e gli è impedito di parlare con l'esterno.

Comments