Lavoro e stipendi Bolzano top, Ascoli flop LAVORO-STIPENDI CLASSIFICA ITALIANA

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Il lavoro è 'rosa' nella città 'dotta', mentre alle pendici del Vesuvio le donne (ancora) arrancano: il tasso d'occupazione femminile più alto d'Italia si registra nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne svolgono un'attività (66,5%). E' questa la fotografia scattata dall'osservatorio statistico dei consulenti del lavoro per il 2016 all'interno della seconda edizione del rapporto 'Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane', presentato oggi a Napoli durante la giornata di chiusura del 9° congresso nazionale di categoria.

E' uno dei tanti dati contenuti nell'Osservatorio Statistico dei consulenti del lavoro, in un corposo report che mostra come la provincia del capoluogo altoatesino sia quella con gli stipendi medi più alti d'Italia - 1476 euro - e allo stesso tempo quella con il minor numero di disoccupati sul totale della popolazione. Per quanto riguarda l'ammontare degli stipendi dopo Bolzano troviamo altri centri del Nord: Varese (1.471 euro), Monza e Brianza (1.456), Como (1.449), Verbano Cusio Ossola (1.434), Bologna (1.424) e Lodi (1.423). Bergamo è dodicesima in classifica, con una retribuzione La prima provincia del Mezzogiorno con la retribuzione media più elevata è stata, infine, L'Aquila (1.282 euro), che si è collocata al 55° posto della classifica. È invece la Puglia il fanalino di coda: Brindisi, Foggia e Barletta-Andria-Trani si aggiuidicano gli utimi tre posti in classifica, con tassi di occupazione tra donne e uomini che si distanziano per circa 30 punti percentuali. Fra le 10 province nelle quali il gender gap occupazionale è più basso troviamo, infatti, solo una provincia del mezzogiorno Ogliastra (7%), mentre le altre 9 sono tutte del centro nord a partire da Arezzo (6,1 punti percentuali) e da Biella (6,4%) che guidano la classifica.

Brexit: Gentiloni, "vendetta esemplare" sarebbe un errore
Lo rivela Uu sondaggio pubblicato oggi dal Times: il 45% la riterrebbe ora un errore , contro il 43 che continua a vederla come una scelta vincente e un 12% di indecisi.

La ricerca fornisce un'analisi molto dettagliata anche sul fenomeno dei Neet: i giovani con un'età compresa fra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione: il tasso di Piacenza è del 16 %, con un calo sensibile del 3,5 % rispetto al 2016. La flessione maggiore si è registrata nelle regioni del Nord (-8,4%), rispetto a quelle del Centro (-5,9%) e del Mezzogiorno (-4,2%).

Il tasso di occupazione maschile è più elevato: la provincia di Bolzano si colloca al vertice della classifica con più di tre quarti degli uomini occupati (78,9%), mentre a Reggio Calabria lavora meno della metà della popolazione maschile (44,5%), seguita da Vibo Valentia (48,1%), Palermo (48,8%) e Caserta (49,9%). La provincia estense si colloca 43esima sulle 110 italiane. Valori elevati anche nelle altre province lombarde: Lecco (3° posto), Monza e Brianza (4° posto), Lodi (9° posto), Como (10° posto), Pavia (11° posto), Cremona (18° posto) e Varese (20° posto).

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