Primarie Pd, Calcaterra: "Grande affluenza a Fiumicino"

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Primarie Pd, il giorno dopo.

I dati delle primarie che risultano al Comitato della mozione Orlando, secondo quanto riferiscono gli sherpa che stanno elaborando i dati in arrivo da tutta Italia, vedono il ministro della Giustizia al 22,22% e Matteo Renzi al 68% mentre Emiliano sarebbe al 9,8%.

Sono stati 1224 gli elettori del PD che si sono recati ai gazebo per scegliere il segretario nazionale del Partito Democratico in occasione della "chiamata alle urne" del 30 aprile. Anche alla luce della scissione e delle nuove minoranze interne, quella di Andrea Orlando e quella di Michele Emiliano, sconfitti alle primarie.

"Un grande successo: le primarie del PD in Sicilia hanno visto la partecipazione di oltre 100 mila persone".

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Poi invece, sul paragone sulle difese del "suo Milan " e della Juve attuale "Devo per forza scegliere i miei". Detto questo la Juventus è la squadra che si difende meglio in Europa.

Maggioranza Libera Upt apprezza però che a livello nazionale sia ora chiaro chi siano i riformisti, chi gli immobilisti e chi i massimalisti. La legge istituisce cento collegi elettorali plurinominali, con capilista bloccati.

Ciononostante, ci sono dei risultati da istituti di statistiche che dimostrano che il tasso di sostegno del Movimento Cinque Stelle, un partito con pensiero populistico sta superando quello del Partito Democratico.

I dati comunicati dall'organizzazione Pd sono ufficiosi e non ufficiali. La notizia è stata ripresa da molti giornali, ha occupato spazio nei principali telegiornali ed è stata condivisa da decine di migliaia di utenti dei social network, tra cui centinaia di politici, di diversi schieramenti. Matteo Renzi è segretario nazionale con tanta, tantissima responsabilità in carico e tanta speranza riversata in lui. Alla fine dello scorso anno, il referendum per la riforma costituzionale guidata dal governo di centro sinistra ha subito il fallimento, Renzi si è poi dimesso. È giunto il momento della nuova costruzione, che dovrà essere intelligente, guardare sì al futuro, magari coinvolgendo negli organismi del partito dirigenti locali preparati, amministratori competenti, ma senza buttare esperienze che potrebbero essere preziose anche per non far patire coloro che si sentono, in qualche modo, legati alla tradizione, ma anche al partito. Ora questi elettori non vanno lasciati soli.

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