Direzione Nazionale del Pd, nominati i cinque membri liguri

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Lo ha detto Andrea Orlando, intervenendo all'assemblea nazionale del Pd.

"Grazie a chi oggi si rimette in cammino".

Non è un caso che proprio in coincidenza con le elezioni presidenziali francesi, prevedendone e augurandosene la sconfitta, Berlusconi si sia lasciato intervistare dalla Stampa per ribadire che lui con la signora d'Oltralpe non ha nulla, ma proprio nulla da spartire, diversamente da Salvini. Così Matteo Renzi invitando a stare lontani dal "chiacchiericcio". Il premier Paolo Gentiloni sta tentando in tutti i modi di mediare a Palazzo Madama, anche per durare fino a febbraio 2018. Per "Avanti insieme " ci sono dieci nomi: Chiara Cortese, Giuseppe Ortu, Pietro Cocco, Carla Medau, Roberta Ida Muscas, Franco Sabatini, Pasqualina Borrotzu, Gavino Manca, Angela Corda, Salvatore Demontis.

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Ma che gara oggi in terra andalusa per la Moto3, nelle prime 10 posizioni ci sono 5 piloti italiani e 5 spagnoli. La seconda fila si apre con Nicolò Bulega (Team Sky VR46), affiancato da Marcos Ramirez e Niccolò Antonelli .

La verità è che nessun partito ha bene in mente quale tipo di sistema politico prediligere e dunque quale modello elettorale si confaccia alla bisogna. "Invece non sono riusciti a fare nemmeno la legge elettorale". "Lavoro, casa e mamme. Non ha vinto Matteo Renzi, non ha vinto Orlando, non ha vinto Emiliano, ha vinto il Pd che non litiga, che non si scinde, che discute ma non può accettare di essere il luogo in cui tutti sparano contro il quartier generale per un po' di visibilità". "Nessuno di noi vuole privatizzare la forza o aumentare le armi". Una decisione che rivoluziona la geografia dell'organismo più importante del Pd: tra i circa 200 esponenti non siederanno più big come Beppe Fioroni o Gianni Cuperlo ma giovanissimi come Arianna Furi, quasi 19 anni, la friulana Elisa Graffi o il ventinovenne sindaco di Spilamberto Umberto Costantini. Che ne ha appena scritto così nell'abituale appuntamento domenicale con i suoi lettori: "Di leader politici (in Italia) ce ne sono pochi, anzi ce n'è uno soltanto". "Non abbiamo mai inseguito la destra su questa temi". E' l'idea che si fanno le riforme partendo dalle persone e che l'alternativa al populismo non siano gli editoriali pensosi di intellettuali che non ne hanno indovinata una ma l'impegno tra la gente. Quindi, difende la linea dura sulla legittima difesa e torna a chiedere il taglio delle tasse. "Ma dobbiamo fare anche un lavoro diverso sulla percezione", ha detto Renzi.

Dopo il ritorno alla guida del Pd, Renzi dovrà decidere se accelerare verso le elezioni politiche oppure no, tenendo conto anche del parere del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a cui spetta il compito di sciogliere le Camere e che ha più volte ribadito che la priorità va all'approvazione di una nuova legge elettorale.

Parole che non piacciono ad Andrea Orlando ("Non sono pienamente persuaso di una prospettiva che ci indica Matteo"), come del resto quelle sulle alleanze.

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