PD. Renzi rieletto segretario elogia Obama, come punto di riferimento

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Basta prendere i numeri dell'assemblea: 88 delegati con Michele Emiliano, 212 con Andrea Orlando e 700 con il neo segretario. Queste le sue parole, riportate dall'Ansa: "Oggi si rimette in gioco un'esperienza di popolo che non ha paura di ripartire e di ricominciare mettendo al centro le persone".

"Per 5 mesi ne abbiamo viste di tutti i colori, abbiamo dato l'impressione di essere una comunità di uomini e donne capaci solo di litigare, tradendo così lo straordinario messaggio che il nostro popolo ci dà. Ma a quei signori bisogna anche spiegare che il centrosinistra senza il Pd non può esistere". La gente ci vuole capaci di sogni.

"Visto che dobbiamo arrivare fino al 2021 insieme, fermiamoci un attimo". O lo capiamo o perdiamo la ragione dello stare assieme.

Orlando auspica una collaborazione tra le diverse anime della Sinistra e denuncia apertamente gli errori del governo Renzi, imputabili ad una politica ricamata su quelli che non si esime dal definire "clientelismo" e "nepotismo".

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Il protrarsi del problema sembra indicare che non si tratta di un intoppo temporaneo, ma di qualcosa di più serio. Qualcun'altro, ancora, avrà pensato ad una serata tranquilla, senza esser tartassato da messaggi di gruppo .

Questo non significa che Renzi non stia cercando di creare le condizioni per una navigazione meno tormentata di quella dei 4 anni passati. "Il Pd deve ricominciuare sapendo che l'avversario non è il proprio compagno di strada".

In platea è presente anche il presidente del Consiglio ed è a lui che il nuovo segretario ha assicurato il suo appoggio. I numeri dell'assemblea del Pd sono schiaccianti, ma l'ex premier cerca in tutti i modi di mostrarsi inclusivo e soprattutto sottolinea che il sostegno all'esecutivo é fuori discussione. "La durata della legislatura non dipende da noi ma dal governo stesso e dal lavoro Parlamentare". E questo è quello che il Pd dovrebbe fare: essere aperto ed attrattivo.

"Chi ha inoltrato la lotta per finta il voto negativo diceva cosa durante sei mesi avrebbe inoltrato un'altra innovazione e corretto la regola elettorale". Più volte, nelle ultime settimane, ha avvertito: "Chiunque vinca, poi si rispettano le regole, il Pd è la casa di tutti". La maggioranza, come primo atto, ha scelto con arroganza di nominare uno dei suoi alla presidenza del Pd, e noi non abbiamo fatto le barricate. La legge elettorale è un capitolo fondamentale per la tenuta democratica del paese, ma il Pd non farà il capro espiatorio. "Ora il Pd, dopo un periodo di difficoltà, è in grado di ripartire e mettere in campo un progetto per il Paese e, intanto, c'è un Governo che sta completando le riforme avviate in questi anni e i cui risultati si stanno cominciando a vedere" dichiara in conclusione.

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