Corea Sud: Moon Jae-in nuovo presidente dimensione font +

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Gli ultimi sondaggi danno in testa al 35%-40%, Moon Jae-in, candidato del partito Democratico già battuto d'un soffio da Park alle ultime elezioni con l'aiuto accertato dei servizi segreti.

Al secondo posto si è piazzato, con il 23,3%, Hong joon-pyo, candidato conservatore del Liberty Korea Party (nato dalla scissione interna al partito Saenuri del presidente Park) e al terzo Ahn Cheol-soo, il leader centrista del People's Party, fermatosi al 21,8%. E ora viene favorito anche dal suo profilo di politico 'pulito', dopo lo scandalo che ha provocato la destituzione della presidente Park Geun-hye. E' stato poi arruolato obbligatoriamente nelle forze speciali dell'esercito. Assicura che "questo sarà il mio impegno disperato e ce la farò". "Per creare un Paese di giustizia e buon senso". Xi ha anche sottolineato l'importanza di "rafforzare la reciproca fiducia politica, aumentare i negoziati e gestire le dispute", secondo quanto riporta l'emittente televisiva statale cinese China Central Television: un implicito riferimento alla disputa sullo scudo anti-missile Thaad, installato dagli Stati Uniti in Corea del Sud, a cui Pechino si oppone per timore di possibili intrusioni nei propri sistemi di sicurezza militare.

Sul fronte economico ha promesso più welfare e riforme dei grandi conglomerati, che rendano trasparenti i rapporti tra i grandi gruppi e la politica.

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Nel caso Pyongyang decidesse di attuare un attacco l'obiettivo primario potrebbe essere la vicina Corea del Sud, la Cina e la Russia, infatti, hanno già schierato delle truppe al confine e preparato delle contro offensive massicce e data la loro potenza bellica (rispettivamente seconda e terza potenza mondiale per armamenti e truppe) e un attacco potrebbe rivelarsi un azione suicida.

Un'alta affluenza ha contrassegnato il voto presidenziale, rimarcando il forte interesse di voltare pagina. C'è da sperare che il regime di Pyongyang colga questa nuova occasione di dialogo civile, forse l'ultima.

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