Alien: Covenant, orrore nello spazio

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Quel film è ormai un classico del cinema, e ha goduto di ben 3 sequel, di due crossover e di un prequel.

Tornato per la terza volta a dirigere un episodio del franchise che ha dato vita a un inedito immaginario a metà tra fantascienza e horror, Ridley Scott in Alien: Covenant mescola le carte.

È così che questo Alien si sbilancia dalle parti di Blade Runner, sviluppando un'intrigante riflessione sull'intelligenza artificiale che si concentra sul contrasto tra ricerca e rifiuto del divino, sulla necessità molto umana di esprimere un desiderio di creazione e sulla possibilità che questo si trasformi in una pericolosa smania di potere.

Al di là delle varie interpretazioni, Prometheus resta in effetti un film dalla forma impeccabile, con sequenze cinematografiche esteticamente potenti, ma nella sostanza sicuramente poco ispirato.

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L'artista sul suo profilo Facebook ha annunciato che la sua esibizione sabato sera è prevista nella prima parte dello show. In questa semifinale i telespettatori italiani saranno chiamati ad esprimere le loro preferenze attraverso il televoto .

Stavolta siamo a bordo dell'astronave Covenant, diretta verso un pianeta adatto alla colonizzazione dei molti embrioni che l'astronave trasporta. Questi ultimi avvenimenti fanno evolvere il film, causando altre problematiche e stravolgimenti della trama che però non racconterò. Ecco dunque arrivare Alien: Covenant, che già dal titolo sembra un vero ritorno alle origini, claustrofobico ed inquietante. Un minuto del film del 1979 aveva più sottotesti di due ore di questo. Soprattutto quando il terzo ha la coda. Ha recitato anche accanto a Viggo Mortensen e Charlize Theron nel film The Road e nel 2010 ha interpretato la parte di Edoardo VIII nel film Il discorso del re che valse al film anche un premio Oscar. Il che non dispiace affatto. Stiamo parlando comunque di un risultato inferiore rispetto a quello ottenuto da Prometheus nel 2012, il quale, sfruttando l'apertura di venerdì, guadagnò 522mila euro il primo giorno e chiuse il fine settimana con oltre 2 milioni. L'intento dichiarato del regista Ridley Scott era si quello di proseguire sulla falsa riga di Prometheus, ma era anche quello di riproporre lo stesso livello di angoscia e paura del capitolo originale. Atterrati su un pianeta promettente, trovano il drone David (Michael Fassbender) della nave Prometheus e una minaccia pronta ad essere risvegliata. Entrambi incuriositi l'uno dall'altro.

Per il secondo film, appunto, la Fox si affida ancora una volta ad un regista emergente, James Cameron, più adatto ai tempi che corrono e forte del successo della sua pellicola precedente, Terminator (1984). In ogni caso il film gioca molto sulle atmosfere opprimenti e angoscianti tipiche del primo film della serie. Sono rimasta piacevolmente sorpresa, quindi, nello scoprire che quest'ultimo film non è poi così male.

Alien: Covenant può essere godibile anche senza conoscere Prometheus. Quando invece osa risulta confuso e non esaustivo, a tratti sconcertante, come i tentativi di Walter di dialogare con lo xenomorfo... Addirittura, emergono in "Alien: Covenant" degli errori di continuità, alcuni più evidenti di altri.

Di seguito, il trailer italiano.

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