Genova, a 1 anno da laurea lavora il 77%

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Eccolo l'identikit del laureato dell'Università di Palermo in base al XIX Rapporto stilato dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea e presentato oggi all'Università di Parma. Si tratta di 3.435 di primo livello, 1.527 magistrali biennali e 902 a ciclo unico; i restanti sono laureati pre-riforma o del corso non riformato in Scienze della Formazione primaria. Il 46% dei laureati proviene da fuori regione, contro il 22% della media nazionale; in particolare la percentuale è del 40% tra i triennali e del 51% tra i magistrali biennali. Il 76% del campione ha una conoscenza buona dell'inglese scritto, quota che sale all'80% tra i laureati magistrali. Solo il 4,7% di laureati della nostra università sono disoccupati a 5 anni dalla laurea.

L'età media alla laurea per il complesso dei laureati del 2016 è pari a 26,1 anni: 24,9 anni per i laureati triennali, 26,9 per i magistrali a ciclo unico e 27,5 anni per i laureati magistrali biennali. Ma il voto medio di laurea è sostanzialmente rimasto immutato negli ultimi anni: 102,5 su 110 e 99,6 per i laureati triennali.

Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati Insubria - che ha riguardato complessivamente 2.412 laureati dell'Università dell'Insubria - ci dice che il 65% dei laureati triennali ha trovato uno sbocco sul mercato del lavoro: l'indagine ha coinvolto 1142 laureati triennali 2015 intervistati a un anno dalla laurea. Il 47% dei laureati ha svolto un'attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 47% tra i laureati di primo livello e il 52% tra i magistrali biennali. L'83% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14% nel pubblico. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 35%. Di questi, il 28% ha un contratto a tempo indeterminato, mentre il 7% svolge un'attivita' autonoma, e la retribuzione e' di 1.128 euro mensili netti. "L'analisi dei dati del Rapporto Almalaurea - commenta il rettore dell'Università Fabrizio Micari - sottolinea la necessità di perseguire nuove politiche di crescita e di sviluppo economico per il nostro territorio, mirate alla creazione di lavoro qualificato, un impegno a cui UniPa contribuisce con tutte le sue competenze e professionalità". Tra loro, il 31% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 16% svolge un'attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). Il 90% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'85% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L'ambito dei servizi assorbe l'82%, mentre l'industria accoglie il 15% degli occupati. E quanti si iscriverebbero di nuovo allo stesso corso presso lo stesso Ateneo? L'unica nazione che si avvicina al dato italiano è la Francia, dove la distanza di guadagno tra laureati e diplomati si aggira intorno al 41%. La restante quota lavora nel non-profit (9%). Il background familiare ha infatti un forte effetto sulla opportunità di completare il percorso di istruzione universitaria: fra i laureati, infatti, si rivela una sovra-rappresentazione dei giovani provenienti da ambiti familiari favoriti dal punto di vista socio-culturale.

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Ad un anno dal conseguimento del titolo risulta occupato il 68% dei laureati triennali e il 71% dei laureati magistrali biennali. A un anno dal titolo, infatti, è occupato il 54 per cento di quelli contattati. Le retribuzioni arrivano a 1.223 euro mensili netti; 59 laureati su cento ritengono la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che stanno svolgendo.

Il 72% dei laureati magistrali biennali dellUniversità di Siena lavora, a un anno dal conseguimento del titolo.

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