Non passa l'Italicum bis, testo base ritirato. Il Pd fa lo sgambetto

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Insomma, per il Cav "servono senso di responsabilita' ed equilibrio da parte di tutti per dare al Paese una legge elettorale che garantisca rappresentanza e governabilita', e che sia adeguata allo scenario politico italiano, ormai tripolare".

Già stamani l'ufficio di presidenza del gruppo Pd aveva deciso all'unanimità di tenere la linea del "no" al cosiddetto Italicum bis e votare contro il testo base presentato dal relatore in commissione.

"Il nostro testo ha i voti alla Camera e abbiamo la convinzione di riuscire a costruire una maggioranza anche al Senato", ha spiegato il capogruppo del Pd, Ettore Rosato, a Rainews 24, a proposito del testo proposto dai dem per la riforma della legge elettorale.

E invece, "solo pochi minuti prima della riunione" fissata per la presentazione del testo base "ho ricevuto per le vie brevi, e con notevole sorpresa, dal Pd, la richiesta di proporre come testo base il modello 50-50".

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Da qui l'idea balenata a Mazziotti di lasciare la veste di relatore, ma ancora non è confermata: "Non ho intenzione di portare avanti un testo che il Pd non approva, perché non sono un incosciente". Contro la mossa del Pd si sono schierati Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Alternativa popolare - determinando cosi' una spaccatura in seno alla maggioranza - Sinistra Italiana e Mdp. Quanto al suo ruolo di relatore, il presidente della commissione Affari costituzionali si è riservato di decidere entro domani. Mazziotti aveva quindi "confidato" in una approvazione con il sì tecnico del Pd, per procedere con la fase successiva degli emendamenti.

Il Pd, pero', tira dritto e mira ad ottenere domani il ruolo di relatore per Fiano e a presentare come testo base la sua proposta, un Mattarellum corretto, dove c'e' il 50% dei collegi uninominali e il 50% di proporzionale e una soglia di sbarramento al 5%.

Nel ribadire il "no" a un sistema proporzionale era stato lo stesso Matteo Renzi, dicendo: "Non potremo mai accettare che si arrivi a fare una legge elettorale tutta in soccorso ai piccoli partiti: no al Cespugliellum". E questo specie dopo che Silvio Berlusconi, in una intervista al Foglio, aveva espresso la propria disponibilità "a fare la legge elettorale con il Pd" ma in direzione di un sistema proporzionale. Okay dalla Lega, Ala, Svp, Ala e DirIt: in tutto 26 voti su 49 della Commissione. La proposta renziana è nota solo per sommi capi: un po' ricalca il sistema tedesco e un po' il Mattarellum. In questo scenario Renato Brunetta ha lanciato un appello al Pd, affiché faccia una legge con il consenso degli altri due maggiori partiti presenti in Parlamento, cioè M5s e Fi.

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