Consip, Renzi: "Qualcuno viola la legge e non siamo noi"

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"Babbo, non puoi dire bugie, devi ricordarti che non è un gioco". Tra il 21 e il 23 dicembre il giornalista del Fatto Marco Lillo - lo stesso che ha firmato l'articolo sulle intercettazioni tra Matteo Renzi e suo padre - pubblicò una serie di articoli in cui rivelava per la prima volta l'esistenza del caso CONSIP e in cui accennava al coinvolgimento di Tiziano Renzi (che all'epoca non era ancora indagato). È quanto avrebbe detto Renzi al padre Tiziano, in merito alla vicenda Consip, in un'intercettazione telefonica del 2 marzo, riportata oggi dal Fatto quotidiano, che anticipa quanto riportato nel libro del giornalista Marco Lillo, "Di padre in figlio". Lo dice esplicitamente Gotor, ma in via confidenziale un ragionamento analogo si coglie anche tra le minoranze Pd: "Premesso che è uno scandalo che un'intercettazione di inizio marzo sia già in un libro, è chiaro che Renzi in quella telefonata stava parlando al maresciallo..."

Matteo Renzi, ex premier e attuale segretario del PD, e il padre Tiziano, indagato per traffico di influenze.

"Ma - scrive Renzi - dubito di lui, esperienza che vi auguro di non provare mai verso vostro padre, e sulla cena mi arrabbio. Anzi: ad altri è andata peggio". Repubblica: "Consip, scontro sulla telefonata tra Renzi e il padre"; La Stampa: "La madre fermò Renzi".

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La ragion di Stato prevede, tra i suoi riti, pietose bugie, ma le pietose bugie non possono diventare l'essenza dello Stato. Delrio quindi aggiunge: "Ricordo tra l'altro che il governo in quei giorni stava preparando il decreto sulle popolari .

Non è da meno Fabrizio Cicchitto, di NCD: "La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche sulla conversazione fra Renzi e suo padre costituiscono la conferma che esiste un circuito irregolare fra procure e alcuni giornali di inaudita gravità. Vogliamo la verità. Il dibattito sulle intercettazioni è il dito, noi non perdiamo di vista la luna: chi ha violato la legge deve pagare". Se fosse vero, complimenti per l'ottima recitazione, e dato che aveva promesso di lasciare la politica forse non sarebbe male un futuro come attore. "In sei mesi hanno rifatto il Cnel, ma di legge elettorale e riforma costituzionale non si vede neanche l'ombra".

Per la pubblicazione dell'intercettazione, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Intanto l'inchiesta capitolina su Consip si arricchisce di un altro filone che coinvolge di nuovo l'imprenditore toscano Carlo Russo. "Se non me lo ricordo non posso farci nulla", spiega il padre di Renzi. "La pubblicazione è come sempre illegittima ed è l'ennesima dimostrazione di rapporti particolari tra alcune procure e alcune redazioni". La fuga di notizie è un tema che ritorna spesso in occasione delle indagini che coinvolgono politici, ma nelle ultime settimane sta diventando più importante dell'indagine stessa. "Io sono molto fiero delle mie nonne, due tra le persone più belle che ho incontrato nella mia vita - aggiunge -". Non c'è alcuna trascrizione agli atti di quella che a palazzo di Giustizia viene ritenuta una telefonata "penalmente irrilevante". Dobbiamo fare di tutto per liberare le istituzioni dalla malattia del "renzismo". "Sono domande interessanti alle quali speriamo che Matteo Renzi risponda".

Ma l'ex Capo dello Stato sembra infastidito da quello che gli appare l'ennesimo grido d'allarme sulle intercettazioni: "Tutti adesso - sostiene - gridano contro l'abuso ma è un'ipocrisia paurosa".

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