Pensione anticipata: ecco i decreti operativi

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Ape social è riservato a lavoratori disoccupati che hanno finito gli ammortizzatori sociali; lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%; lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività come quella di operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce.

"La Uil e la Uil Scuola- si legge nella nota - chiedono al Governo di intervenire, al fine di garantire che le procedure Miur di uscita per pensionamento siano adattate con le scadenze previste per l'accesso all'Ape sociale e alla pensione dei precoci, così da ricomprendere il personale della scuola, a cominciare dagli insegnanti della scuola dell'infanzia".

L'altra importante informazione è che i 41 anni di contributi possono essere raggiunti cumulando i periodi versati in più gestioni, incluse le Casse di previdenza dei professionisti. Destinatario sarà l'Inps che risponderà entro il 15 ottobre per le domande presentate entro luglio, ed entro il 30 giugno del 2018 per le richieste che arriveranno entro il 31 marzo.

Il beneficio è riconosciuto nel limite 300 milioni di euro per il 2017, 609 milioni di euro per il 2018, 647 milioni di euro per il 2019, 462 milioni di euro per il 2020, 280 milioni di euro per il 2021, 83 milioni di euro per il 2022 e 8 milioni di euro per il 2023.

Ad annunciare l'arrivo è stato il Premier Paolo Gentiloni che su Twitter ha scritto "Firmati decreti anticipo pensionistico #apesocial #apeprecoci, operativo meccanismo di anticipo pensione per decine di migliaia di persone".

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In attesa di leggere i testi dei decreti, una delle prima novità che sono emerse è relativa alla data di presentazione delle domande: chi matura i requisiti per l'Ape social entro il 2017 potrà presentare la domanda all'Inps entro il 15 luglio, mentre per chi li matura nel 2018 potrà farlo entro il prossimo marzo. L'indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione (di vecchiaia o anticipata). Le stime della spesa per l'Ape precoci sono 360 milioni (2017), 550 milioni (2018), 570 milioni (2019), 590 milioni ogni anno dal 2020 al 2026, mentre la platea è 20.000 (2107), 22.000 (2018), 24.000 (2019), 26.000 ogni anno dal 2020 al 2026. L'importo dell'indennità non viene rivalutato. I lavoratori precoci continuano a chiedere di andare via con 41 anni di contributi, uno in meno, come prevede alla camera un disegno di legge a firma del deputato Damiano (Pd) che tra l'altro anticiperebbe, quando approvato, l'anzianità a 62 anni.

L'Ape volontaria non prevederà infatti tali criticità, dal momento che il lavoratore richiederà un prestito e mediante una decurtazione mensile dell'assegno pensionistico lo restituirà.

Tuttavia, la tanto sospirata "quota 41" sarà adeguata in futuro alle previsioni dell'Istat sulla speranza di vita. Il presidente del consiglio, ha ultimato il decreto definitivo per la pensione anticipata per i lavoratori che hanno raggiunto il 63° anno di età, oppure che hanno versato almeno 36 anni di contributi. L'APE sociale è in vigore dal primo maggio, ma a causa di ritardi tecnici il decreto che la attua è stato definitivamente approvato soltanto ieri.

Dovranno essere certificabili da subito, invece, i requisiti che consentono all'interessato di rientrare nelle categorie beneficiarie dell'Ape sociale: a esempio, i disoccupati, contestualmente alla presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, dovranno presentare la lettera di licenziamento, o la lettera di dimissioni per giusta causa.

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