Una liquidazione ordinata per le banche venete?

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In ogni caso Padoan ha escluso categoricamente ogni ipotesi di un bail-in, cioè di un salvataggio che coinvolga anche i depositanti oltre la soglia dei 100 mila euro. Si tratta di un'alternativa alla risoluzione voluta da Bruxelles e che farebbe scattare il bail-in: una liquidazione ordinata. Secondo indiscrezioni stampa, sia il premier Gentiloni che il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan avrebbero chiesto a Carlo Messina e Jean-Pierre Mustier, rispettivamente AD di Intesa SanPaolo e UniCredit, di agire per salvare Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Unicredit (invariato sui 15,53 euro per azione) e Intesa Sanpaolo (-0,94% a 2,52 euro) reagiscono con molta prudenza a Piazza Affari alle voci di un pressing del governo perché diano il loro assenso al salvataggio di Bpvi e Veneto Banca, dopo che proprio le due maggiori banche italiane si erano sfilate dalle operazioni di ricapitalizzazione facendo poi intervenire Quaestio Management Sgr, col fondo Atlante (di cui peraltro gli stessi due istituti sono stati i maggiori sottoscrittori) per 3,5 miliardi di euro complessivi. Da Bruxelles hanno confermato che "sono in corso contatti costruttivi", anche se al momento la direzione antitrust non sembra disposta a recedere dalle sue posizioni. Lo sono se nei prossimi giorni si riuniranno condizioni che, per adesso, non si sono verificate.

In questo modo non verrebbero imposte perdite a chi detiene obbligazioni ordinarie o ai depositanti, ma solo ai detentori di titoli subordinati, i quali potrebbero comunque essere rimborsati come avverrà nel caso di Mps.

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Le sue condizioni, apparse subito gravissime, sembrano essere migliorate nelle ultime ore. "Ad un certo punto eravamo ammassati uno sull'altro".

La situazione patrimoniale delle due banche venete è comunque drammatica, oltretuto sferzata dalla caduta libera delle attività a causa della fuga di correntisti.

Bisogna ancora aspettare, certo le soluzioni non sono molte, e comunque finchè non si definiranno i tempi delle elezioni, nessuno è in grado di sobbarcarsi la responsabilità di mettere in ginocchio un intero territorio togliendo loro la stampella di due istituti molto presenti sul territorio che hanno affidato le aziende presenti ora appese a un filo di lana che il destino delle banche affidatarie. Nel 2016 Vicenza ha perso 6,2 miliardi di raccolta (meno 17%) e ha visto crollare del 31,6% i proventi operativi, mentre i costi sono scesi appena dell'1,2%.

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