Isis rivendica attacco a Gerusalemme

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Tre aggressori palestinesi ieri si sono avventati contro agenti di polizia nella Città Vecchia di Gerusalemme e prima di essere uccisi sono riusciti a ferire gravemente con un coltello una poliziottai, deceduta qualche ora dopo in ospedale.

Solitamente lo Stato islamico non rivendica attentati per i quali manca il collegamento al gruppo: basta anche soltanto un biglietto di intestazione che possa rendere il gesto un atto dedicato al jihad califfale.

Secondo lui, l'attacco è stato compiuto da "due palestinesi del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e un militante di Hamas". Uno all'altezza di via Suleiman, l'altro nei pressi della Porta di Damasco, bersaglio negli ultimi diciotto mesi. Ma su questo non c'è ancora conferma. L'attacco è arrivato all'ora della rottura del digiuno nel terzo venerdì di Ramadan, mentre migliaia di fedeli musulmani pregava nella moschea di Al-Aqsa, la terza più santa per l'islam.

Libia, figlio di Gheddafi, Saif al Islam, è stato liberato
Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del dittatore deposto e ucciso nel 2011, è stato scarcerato venerdì. La nota non precisa dove si trovi Saif Gheddafi ma precisa solo che "ha lasciato la città di Zintan".

La polizia israeliana tuttavia ha precisato che l'assalto terroristico è stato portato a termine da "una cellula locale" palestinese spiegando che "al momento non è stata trovata alcuna indicazione" che "sia stato diretto da un'organizzazione terrorista né che ci sia connessione con nessun'altra organizzazione". "Le affermazioni dell'Isis - ha detto Izzat El-Reshiq, citato dai media - sono un tentativo di confondere le acque".

Il Coordinatore delle attività israeliane nei Territori, Yoav Mordechai - che di fatto mette in pratica la revoca dei permessi - ha polemizzato alla Radio militare con Fatah: "Avete distrutto l'atmosfera del Ramadan fra gli abitanti della Giudea-Samaria (Cisgiordania)".

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