In pensione sempre più tardi, spunta l'ipotesi 67 anni per l'età minima

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Infatti, considerato che l'età della pensione è legata alla speranza di vita a 65 anni e la speranza di vita dopo questa età si sta allungando, ecco l'ipotesi che venga spostata verso l'alto anche l'età della pensione, che potrebbe passare a 67 anni. "E invece, negli ultimi anni, si sono susseguiti continui interventi normativi, in alcuni casi una vera e propria tela di Penelope, che hanno confuso le aziende del Paese". Lo dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Maria Concetta Cammarata, commentando l'ipotesi di un decreto del governo che sposterebbe l'età pensionabile dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni a partire dal 2019.

In questo modo viene eliminato il paletto dello spostamento dell'età per la pensione di vecchiaia per effetto dell'adeguamento di vita che dovrebbe scattare il 1° gennaio 2019 e che avrebbe precluso ai lavoratori nati nel '54 e nel '55 di poter accedere all'Ape sociale al compimento dei 63 anni.

A partire dalla messa a regime dell'Ape, l'anticipo pensionistico che proprio ieri ha debuttato nella versione social, cioè quella riservata alle categorie deboli, come disoccupati, invalidi e persone che hanno svolto le attività gravose. Nel 2017 potranno andare a riposo, secondo le stime del Governo, circa 60.000 persone (35.000 per l'Ape sociale e 25.000 per i precoci), mentre altri 45.000 potrebbero avere i requisiti nel 2018 (20.000 Ape sociale e 25.000 precoci). La domanda andrà presentata all'Inps entro il 15 luglio, se i requisiti saranno raggiunti entro l'anno, ed entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti raggiunti entro l'anno.

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Il decreto attuativo e la circolare Inps non hanno fatto riferimento, quindi, al limite massimo dei 43 mesi per l'accesso alla pensione, come requisito indispensabile per ottenere la possibilità di uscita anticipata.

Lo stesso governo avverte che se qualcuno ha già presentato domanda deve rifarla perché essa risulta valida soltanto dopo la pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell'indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

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