Ivass, Rossi: 4 mln di polizze dormienti, almeno 4 mld di euro

Adjust Comment Print

Il problema, ha spiegato il presidente Salvatore Rossi, sta nel fatto che "le compagnie non sanno se l'assicurato è o no deceduto prima della scadenza della polizza: molto spesso i beneficiari non si fanno avanti perché non sanno di esserlo, e nella polizza sono indicati in modo generico, come ad esempio 'gli eredi legittimi'". Il quadro emerge dalla Relazione annuale dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) presentata oggi dal presidente Salvatore Rossi.

Quattro milioni di polizze dormienti, valgono almeno 4 miliardi Tra i particolari emersi dalla relazione, l'esistenza in Italia circa 4 milioni di polizze vita "dormienti", che sono scadute negli ultimi 5 anni ma che non sono state liquidate, spesso perché i beneficiari non sanno di esserlo.

Secondo i dati raccolti, mediamente, il costo delle polizze è aumentato nel 2016 del +1,5%, con alcuni picchi, soprattutto per i neopatentati e per le polizze al Sud Italia, che oltrepassano il 15-20%. "L'Ivass - ha spiegato Rossi - ha segnalato al Governo la necessità che siano modificate norme di legge evidentemente imperfette". L'Ivass ha quindi "sensibilizzato imprese e consumatori".

Maturità, seconda prova scritta: al classico Seneca
Al liceo delle scienze umane gli studenti si dividono in quelli dell'indirizzo ordinario e quelli dell'opzione economico sociale. Dell'autore è stato proposto un brano tratto da Il valore della filosofia , autore e opera non di facilissima traduzione .

ROMA- I prezzi dell'Rc auto, con la crisi e con la lotta alle frodi, sono in discesa per il quinto anno consecutivo attestandosi, nel quarto trimestre 2016, a una media di 420 euro. Il divario all'interno del paese si è tuttavia ridotto anch'esso. A soffrire di più è stato il ramo vita (-11%), dopo tre anni di crescita. Ma I premi delle polizze a forte componente finanziaria hanno ripreso a crescere impetuosamente agli inizi dell'anno, di nuovo a scapito delle polizze tradizionali. Cresce, invece, il danni non auto (+3%), mentre restano stazionari gli utili delle compagnie (circa 6 miliardi), le quali si dimostrano, però, più profittevoli di quelle francesi e tedesche grazie alla scelta di investire nei titoli pubblici nazionali (il 44% del totale). La concentrazione degli investimenti in titoli di Stato "desta anche qualche preoccupazione", perché, come ha rilevato Rossi "espone le nostre compagnie, più di quelle di altri paesi europei, al rischio di repentini innalzamento dei tassi d'interesse sui titoli posseduti, con conseguente abbattimento del loro valore di mercato". I titoli italiani ne rappresentano ovviamente la parte preponderante.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

Comments