Via libera al salvataggio delle venete

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Il governo ha approvato il decreto d'urgenza che dovrà avviare la liquidazione ordinata dei due istituti. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato il decreto che consente il salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Padoan ha spiegato che oltre ai 5 miliardi appena citati ed erogati immediatamente a favore di Intesa Sanpaolo, lo Stato è disponibile a impiegare ipoteticamente per l'operazione un "ammontare complessivo massimo che più o meno è di 12 miliardi aggiuntivi". E questa operazione "non ha impatto sull'indebitamento". "Non c'è un problema di flussi di finanza pubblica - ha infatti spiegato Padoan -, si tratta di risorse finanziate da risorse già coperte e legate al provvedimento di dicembre per le ricapitalizzazioni precauzionali".

"Nel momento in cui Banca Intesa acquisisce le due banche venete, queste cessano di operare in quanto tali, ma continuano ad operare come componenti del gruppo Intesa". Sono senza parole. Il governo e la Banca d'Italia si sono opposti al bail in: questo è il prezzo che gli italiani pagano per aver preferito il bail out. I negoziatori di Intesa puntano a contenere i costi operativi, ad esempio sul numero dei dipendenti da trasferire dalla banche venete, mentre i tecnici e l'ufficio legislativo del Tesoro spingono in senso opposto, per ridurre al minimo l'impegno finanziario pubblico.

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BANKITALIA - Gli aiuti di Stato "sono adeguatamente coperti dai crediti delle due banche".

Slittato nei giorni, il Consiglio dei ministri in questa rovente domenica di giugno, è finalmente cominciato e finito dopo appena venti minuti. Come in quel caso, le prestazioni sono a carico del 'Fondo interbancario di tutela dei depositanti'. "L'offerta, oggi deliberata dal nostro CdA, e' stata avanzata a condizione che non venisse pregiudicata la forza patrimoniale di Intesa Sanpaolo a presidio di 860 miliardi di risparmi affidati alla nostra banca, ne' intaccate le prerogative dei suoi azionisti". Affermazioni sulle quali si attende il commento di Bruxelles, in ore in cui il quadro è ancora molto opaco, anche perché finalmente qualcuno si è accorto dell'urgenza della questione veneta.

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