Corte dei Conti "smonta" l'entusiasmo sulla spending review: "Non incide"

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Il rigore sul fronte dei conti pubblici è quindi la strada obbligata da perseguire.

"La spending review non è servita a molto, non ha prodotto i risultati sperati": il giudizio negativo arriva dal presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti, Angelo Buscema. L'elemento di maggiore vulnerabilità dell'economia italiana, vale a dire l'elevato livello del debito pubblico, impone alla politica economica, ben di più di quanto non derivi dai vincoli fissati con le regole europee sui conti pubblici. Detto questo, la valutazione sui conti dello Stato del 2016 "è per vari aspetti positiva poiché si evidenzia una sostanziale tenuta dei conti entro un quadro d'assieme, che vede progressivamente ricondotti all'equilibrio di bilancio alcuni principali comparti quali quelli riguardanti le Amministrazioni locali, assegnandosi allo Stato centrale un ruolo strategico nel perseguimento degli obiettivi programmatici". Tuttavia l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica "non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno", quanto piuttosto la via obbligata da perseguire responsabilimente poiché il costo che deriverebbe da un rinvio del percorso di aggiustamento si rivelerebbe "oneroso e permanente". Non c'è però nell'analisi della spending review fin qui effettuata dagli ultimi Governi lo stesso ottimismo che si è sentito nelle parole del commissario Yoram Gutgeld e del ministro Pier Carlo Padoan.

Nuovo allarme della Corte dei Conti sul fenomeno della corruzione, che è "devastante", e sull'alto livello di debito pubblico che rende vulnerabile l'Italia, già in ritardo nel percorso di ripresa rispetto agli altri Paesi europei.

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Il club ha annunciato l'ufficialità del nuovo accordo con Balotelli attraverso un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale. Queste le parole del Nizza dopo la firma dell'attaccante italiano.

Resta, quindi, "ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può più, essere a carico del bilancio dello Stato, in un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese", ha concluso. Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro.

Pg Galtieri: da corruzione effetti devastanti, misure insufficienti Il capitolo corruzione fa capolida corruzione effetti devastanti, misure insufficienti no invece nell'intervento del Pg della Corte, Claudio Galtieri, che nella sua requisitoria sul Rendiconto2016 ne ricorda gli "effetti negativi sulle risorse pubbliche, spesso devastanti".Il magistrato denuncia in particolare i "rilevanti effetti distorsivi", le "irregolarità" e gli "illeciti penali" ancora frequentissimi "proprio nei settori in cui piu' alto è il livello della spesa". Secondo la Corte dei conti negli ultimi anni "è emersa l'esigenza di una verifica dei risultati piu' rispondente a dati reali", anche se rimane confermata "la centralità del programma di razionalizzazione delle procedure tramite Consip nelle politiche di contenimento sella spesa".

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