Attacco hacker globale: colpita anche la centrale di Chernobyl

Adjust Comment Print

Petya, il virus informatico si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Europa, passando per la Gran Bretagna e persino la centrale nucleare di Chernobyl, dove sono andati "parzialmente fuori uso" i sistemi che monitorano i livelli di radiazione.

Ovviamente non solo la centrale elettrica è stata colpita da questo virus globale, ma anche altri sistemi informatici della zona sono rimasti a secco per qualche ora. Tra le vittime troviamo l'azienda di navigazione danese Maersk, il colosso pubblicitario britannico WPP e l'industria francese Saint-Gobain, che hanno confermato di essere state colpite. Su Twitter è comparso un post pubblicato dal vice premier dell'Ucraina, Pavlo Rozenko, il quale ha spiegato che i server del governo sono stati violati, mostrando l'immagine di un computer con la schermata di errore. In Russia, oltre a Bashneft e Rosneft, anche Mars e Nivea sono coinvolte. A individuare il virus è stata la società di cybersicurezza "Group-Ib": il procedimento, secondo quanto riferito dall'agenzia "Tass", sarebbe lo stesso del ransomware che, nel mese di maggio, aveva colpito i computer di numerose società rendendone inaccessibili i file fino al pagamento di un riscatto in Bitcoin pari a 300 dollari.

Ad essere colpite anche le compagnie Ukrenergo e Kylvenergo, la Banca nazionale e i negozi Auchan.

Banche Venete:Messina,no regalo a Intesa
Alla chiusura di sportelli fa eco l'esodo di 3.900 lavoratori, anche questo messo nero su bianco. Inevitabilmente si è andati incontro ad una perdita.

A dare notizia di un "potente attacco" subito è stata anche la società petrolifera russa "Rosneft", la quale ha fatto sapere che "l'attacco avrebbe potuto portare a serie conseguenze ma, grazie al fatto che la società è passata a sistemi di backup per controllare i processi, né la produzione né la preparazione hanno subito dei fermi".

Un nuovo attacco informatico globale ha colpito #russia e Ucraina. Si tratta della stessa vulnerabilità già sfruttata da Wannacry e, secondo alcuni esperti, anche Petya sarebbe basato sull'exploit EternalBlue, originariamente sviluppato dall'NSA statunitense e poi rubato dal gruppo hacker "The Shadow Brokers", che lo ha reso pubblico lo scorso aprile.

Comments