Migranti è emergenza: blocco dei porti in Italia alle navi straniere

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Il messaggio consegnato formalmente riporta la gravi situazione migratoria che il nostro Paese sta affrontando chiedendo a Bruxelles di non voltarsi dall'altra parte. Altrimenti, sottolineano fonti diplomatiche del nostro Paese, si potrebbe arrivare a negare l'approdo nei porti per le navi che non battono bandiera italiana e non facciano parte di missioni europee. Per questo l'Italia avrebbe deciso di compiere un passo formale con la Commissione Europea sul tema dell'immigrazione. Ad aggiornare il dato è il Viminale, secondo cui i porti maggiormente interessati quest'anno dagli sbarchi sono stati, nell'ordine: Augusta (13.000 sbarcati), Catania (9.620), Pozzallo (7.161), Palermo (5.799), Reggio Calabria (5.806), Vibo Valentia (5.299), Lampedusa (5.168), Trapani (4.742), Messina (3.902) e Crotone (3.224).

L'Italia e l'Unione Europea stanno provando a collaborare per cercare una soluzione che risolva il problema dei migranti: l'impatto è ben visibile sotto gli occhi di tutti non solo a livello sociale ma anche economico-politico; stanno lentamente finendo anche i fondi per la gestione di coloro che arrivano nel nostro paese. "La Guardia costiera libica ha chiesto aiuto a un'imbarcazione civile italiana chiamata 'Rino Napoli´ che si trovava nelle vicinanze dalle acque territoriali libiche, ma gli italiani non sono intervenuti", ha detto el Qassem.

L'eventuale blocco dei porti italiani riguarderebbe sia le Organizzazioni non governative e le unità di Frontex, l'Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell'Ue, e Eunavformed, l'operazione per contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani. Non credo che queste mosse fuori tempo massimo del Governo possano consentire a Renzi e al Pd di recuperare un consenso che si è spostato altrove. Ma oltre a questo ha spiegato che "tutti gli Stati membri dell'Ue ora devono rafforzare, come si sono impegnati a fare, l'importante lavoro con gli attori in Libia e con i Paesi di origine e transito in Africa, per ridurre i flussi".

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Secondo l'Ue, infatti, offriva vantaggi alle aziende che pagavano, specie nel servizio di comparazione degli acquisti . Ciò non toglie che a Google sarebbe potuta andare ancora peggio.

Un passo concordato anche con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dal Canada è tornato, per la seconda volta in due giorni, a farsi sentire.

"Una decisione - continua Latorre nella nota ufficiale - che se sarà formalizzata aiuterà a gestire una situazione che rischia di essere insostenibile".

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