Pisapia e Bersani lanciano "Insieme", la casa comune per la sinistra

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Tutti più vecchi e più disincantati. In piazza oggi c'erano una delegazione di Sinistra italiana, il movimento "Possibile" di Pippo Civati, rappresentanti dell'associazionismo e dei comitati, la presidente della Camera Laura Boldrini, ma anche alcuni esponenti di peso del Pd, a partire da Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, Nicola Zingaretti. Li raggiungono gli altri, Nico Stumpo - lui sì, ieri come oggi uomo macchina dell'evento - Enrico Rossi, Miguel Gotor, Vasco Errani, Zoggia, Arturo Scotto, Roberto Speranza, persino Bonelli dei Verdi. In Italia tutto questo non c'è. Ci sono due certezze.

Se, come è lecito pensare, lo hanno fatto apposta, dovrebbero darsi allo spettacolo piuttosto che farsi pagare da noi lo stipendio facendo politica. L'ex sindaco in vista dell'appuntamento di sabato e della nascita del nuovo soggetto politico è convinto "che un minimo comune denominatore c'è" e che, partendo dal "modello Milano", bisogna "valorizzare tante anime, dal civismo alle associazioni fino all'ambientalismo, dando loro una casa comune". Insomma, un Renzi deciso sulla sua linea ma non esclusivo, arrabbiato ma responsabile per una comunità che soffre per la scissione. "Da soli non si va da nessuna parte", ha aggiunto.

Le idee su quel che c'è da fare secondo Pisapia: eguaglianza sociale, diritti, ma senza demagogia e senza populismo.

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La seconda certezza è la piazza di Santi Apostoli: c'è ma non sembra volare. Anche i più sinceri appelli all'unità, sia pure quando provengono da leader che meritano attenzione e rispetto, servono davvero a poco se non si sgombera il campo da politicismi, personalismi, tatticismi. La sfida è stata voluta fortemente dall'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia e dall'ex segretario PD Pierluigi Bersani. La volontà è di "costruire un programma e un progetto che ci può unire, questo può fare la differenza tra noi e la destra, e purtroppo non solo tra noi e la destra". Questa la base su cui Pisapia e Bersani lanciano la "nuova casa comune" della sinistra e del centrosinistra. Chiarito il punto, e che "non c'è altra strada di questa perché Don Milani diceva che la politica è uscire insieme dai problemi e trovare insieme soluzioni"', Pisapia fa spellare le mani quando dice: "Non basta dire cose di sinistra, bisogna fare cose di sinistra". "In generale la destra si sta ricompattando, quindi anche noi dobbiamo ricompattarci e capire che le differenze sono una grande ricchezza se non si trasformano in astio". Dunque è stato un "errore" l'abolizione dell'articolo 18 così come è stato sbagliato "cancellare l'Imu sulla prima casa a tutti e per tutti".

"Chi organizza quella piazza parte dall'assunto "mai con il Pd di Renzi". Il nuovo partito nasce sulle ceneri di Campo Progressista e Mdp-Articolo1 e si pone, naturalmente, nell'area del centrosinistra, sempre più affollataa seguito della fuga di diversi dissidenti dal Partito Democratico. Non se ne può più.

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