Spider-Man: Homecoming, la recensione: citazioni e zero rischi, la Marvel vince ancora

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Jon Watts dirige Tom Holland in Spider-Man: Homecoming, secondo reboot della saga dedicata all'Uomo Ragno. Il famoso interprete di Tony Stark oltre a essere una fonte di ispirazione per il giovane Peter Parker, è anche un obbiettivo che da la giusta carica di determinazione a Tom Holland. L'ordigno che trasforma Keaton in una specie di avvoltoio sembra l'involuzione (più che l'evoluzione) della piattaforma volante su cui si sposta Goblin; come Harry Osborn scopriva l'identità segreta di Spider-Man, così in questo film il segreto non è più tale per l'amico Ned (Jacob Batalon); il tentativo di salvare un traghetto dalla catastrofe ricorda quello con un vagone della metropolitana e soprattutto i fan del fumetto ritroveranno gli sforzi di Spider-Man per liberarsi dalle macerie che rischiano di ucciderlo così come le avevano apprezzate nell'epocale fascicolo Corno Il capitolo finale. "E adesso, per la prima volta, possiamo ricollocarlo nel suo mondo con un film fresco e nuovo", ha spiegato il produttore Kevin Feige. Un esaltato Peter Parker (Tom Holland) veste i panni di Spider-Man, sotto la guida di Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr), sempre più convinto che il ragazzo abbia del potenziale. Peter cerca di ripiegare nella sua normale routine quotidiana. Praticamente perfetto. Il problema, se vogliamo addentrarci nelle zone d'ombra dell'impeccabile macchina produttiva Marvel, è che queste idee, queste soluzioni, questo immaginario, appartengono al passato, e non c'è un'idea realmente originale.

Il nastro si riavvolge e Watts ricomincia da capo, regalando a Spider Man una nuova adolescenza, come zia "una sexy italiana" un po' svampita (bravissima Marisa Tomei), e la possibilità di entrare a far parte, nientemeno, degli Avengers, quel gruppo di vendicatori composto da Iron Man, Capitan America, Thor, Hulk, Vedova Nera, Occhio di Falco. La presenza di Robert Downey Jr avrebbe potuto facilmente cannibalizzare il film, così come sarebbe stato facile cedere alla tentazione di lasciare tutto in mano a Michael Keaton, super cattivo di turno; invece nessuno dei due attori/personaggi ruba i riflettori a Spider-Man ed è ovviamente un bene.

Arbitri, Rizzoli nuovo designatore Serie A
Proprio così: la prossima stagione non lo vedremo più fischiare in mezzo ai campi di serie A. A l'ormai ex arbitro Bolognese Nicola Rizzoli che prende il posto di Domenico Messina .

Mai stucchevole, con combattimenti veloci e non ripetitivi, con una colonna sonora coinvolgente e un utilizzo non invasivo del digitale, il film diverte dall'inizio alla fine. Con lui c'è Happy Hogan.

Perché in fondo, le nuove generazioni, i tanto bistratti millennial tutti selfie e youtube, iniziano a sognare di nuovo di cambiare il mondo: una voglia di riscatto che Spider Man Homecoming racconta con il giusto appeal.

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