Charlie Gard, ministro inglese: "No al trasferimento del bambino in Italia"

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Alfano - si legge in una nota della Farnesina - ha colto l'occasione per sollevare il caso del piccolo Charlie Gard e ribadire l'offerta dell'Ospedale italiano Bambino Gesù di accoglierlo. Johnson ha espresso gratitudine ed apprezzamento per l'offerta italiana ma ha spiegato che ragioni legali impediscono alla Gran Bretagna di accoglierla. Si è trattato di una fervida e concreta opportunità per fare il punto sulle ottime relazioni tra i due Stati alla luce del nuovo percorso di trasparenza intrapreso dalla Repubblica di San Marino e ampiamente riconosciuto e apprezzato dall'Italia, nonché per valutare nuove forme di collaborazione che possano inscriversi nel percorso di progressivo rilancio del sistema economico sammarinese e del settore bancario e finanziario. "Credono nella nostra battaglia", ha detto ancora la mamma, Connie Yates, "e capiscono perché riteniamo sia giusto continuare a batterci con tale forza per salvare Charlie". Il Daily Mail, oltre a parlare delle offerte di assistenza arrivate dagli Usa e dall'Italia, lancia un dibattito con due esperti sulla sorte di Charlie: c'è chi invita i genitori a "lasciarlo andare" per non farlo soffrire più e chi invece sostiene la loro causa e li invita a non demordere.

I medici dell'ospedale britannico Great Ormond Street, dove è ricoverato il piccolo, hanno negato il trasferimento all'ospedale pediatrico romano.

Vale la pena di ricordare che Alfano è avvocato ed è stato ministro della Giustizia
Vale la pena di ricordare che Alfano è avvocato ed è stato ministro della Giustizia

Era stato Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ad incaricare il nostro ambasciatore a Londra di comunicare al Great Ormond Street Hospital la disponibilità dell'ospedale romano. Per chiedere il trasferimento al Bambin Gesù la mamma di Charlie ha telefonato direttamente a Mariella Enoc, presidente dell'ospedale: "E' una signora molto determinata". D'altro canto, "la mamma è assolutamente convinta che il bambino possa morire, ma lei crede che se il bambino debba morire, che muoia dopo aver tentato questa cura".

Con il placet dei giudici e contro la volontà dei genitori, i medici britannici vogliono staccare i macchinari anche se non è chiaro quando. "E' importante - ha spiegato il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin - offrire "tutta l'accoglienza" al piccolo Charlie e ai suoi genitori perché proseguano le cure".

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