Operazione Beta, coinvolti l'ex presidente dell'Ance ed un noto legale messinese

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Questa mattina i carabinieri del Ros hanno arrestato 30 persone.

Dalle indagini è emerso che a Messina era operativa una cellula della mafia catanese, diretta emanazione del clan dei Santapaola, in passato capeggiato da Francesco Santapaola e da Marcello Magrì.

Per 10 degli indagati il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. L'operazione è stata eseguita nelle provincie di Messina, Catania, Siracusa, Milano e Torino, coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Liliana Todaro, Maria Pellegrino e Antonio Carchietti.

L'operaione Beta ha restituito l'immagine di un'entità crimiale ancorata alle tradizioni mafiosa e al tempo stessa moderna e capace di agire in maniera quasi silente, limitando al massimo il ricorso ai tradizionali "reati di visibilità", tipici dell'associazione mafiosa e di proiettare i propri interessi in diversi settori dell'imprenditoria. Si registra l'abbandono delle forme criminali violente e del rituale mafioso per gestire società di servizi, controllare in modo diretto appalti su scala nazionale, dalla gestione del gioco illegale e le scommesse della serie calcistica, ma anche corruzione e clientelismo per il controllo sull'attività di enti pubblici, attivare informatori e complici presso uffici pubblici, come scrivono gli investigatori, anche presso organi di polizia e uffici della procura.

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E' stato legato sentimentalmente per sedici anni alla collega Monica Scattini . E lì trovarono tutta la droga, "è per me, mica la spaccio io".

Il gruppo messinese di Santapaola era volutamente distante dalle bande armate e collocato all'interno dell'economia reale e delle relazioni socioeconomiche, con agganci in ogni settore della società che conta. Dal complesso delle acquisizioni è emersa, ancora, l'influenza di ROMEO Vincenzo sulla PRIMAL s.r.l. "Il secondo dato e' che questa indagine mette a nudo una cellula di cosa nostra, sovraordinata rispetto ad altri gruppi mafiosi che quando si imbattono in questa entita' fanno un passo indietro". "SGC Bovalino - Platì - Zillastro - Bagnara".

Tra gli arrestati figura anche l'ex presidente dei costruttori di Messina, Carlo Borella.

Gli elementi raccolti durante le indagini hanno condotto, inoltre, alla contestazione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell'avv.

In carcere sono finiti: Vincenzo Romeo di 38 anni, Benedetto Romeo di 33 anni, Pasquale Romeo di 40, Antonio Romeo di 34, Stefano Barbera di 47 anni, Biagio Grasso, 44 anni, Giuseppe Verde 31 anni, Marco Daidone, 43 anni, Nunzio Laganà, 42, Andrea Lo Castro di 54 anni, Raffaele Cucinotta di 56, Salvatore Galvagno 40 anni, Carmelo Laudani 44 anni, Vincenzo Santapaola di 53anni, Roberto Cappuccio di 51 anni, Mauro Guernieri, 53 anni, Antonio Lipari di 39 anni e Salvatore Lipari di 42.

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