Chioggia e l'imbarazzo fascista nel Movimento 5 stelle

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"Al personaggio ricordiamo che "Punta Canna" non e 'casa sua', come ama asserire: in quanto concessione demaniale sul suolo italiano, egli e tenuto a rispettare le leggi dello Stato, congruenti con la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Le definizioni e gli aggettivi riportati da organi di stampa ed emittenti televisive sono frutto di un'interpretazione che un giornalista ha dato delle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco nel corso di una telefonata fra i due". Altro che stabilimenti marini ai tempi del Ventennio: in questo vasto pezzo di arenile, se possibile, il fascistissimo titolare Gianni Scarpa, 64 anni, da Mirano, bandana nera e ufficio straboccante di gadget mussoliniani con tanto di cannone che spunta da una finestrella, è riuscito a fare persino meglio. A me la gente maleducata mi fa schifo...a me la gente sporca mi fa schifo...

La prefettura di Venezia ha emenato un'ordinanza con cui intima al titolare, Gianni Scarpa, di eliminare "ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte presenti all'interno dello stabilimento", oltre di "astenersi dall'ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia". A me la democrazia mi fa schifo... La Repubblica ha dedicato molto spazio al "ducesco" lido, con un reportage nel quale sono pubblicate anche alcune registrazioni audio dello Scarpa.

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Il suo avvocato gli ha consigliato di non parlare con la stampa, l'unica dichiarazione rilasciata è "Sto malissimo". Per ora l'accusa verso Maurizio De Giulio , 50 anni, artigiano di Nichelino, è di omicidio stradale .

Basta solamente leggere il cartello di ingresso della spiaggia per capire di cosa si tratta: "Zona antidemocratica e a regime". Ma non potendolo esercitare fuori da casa mia, lo esercito a casa mia. "Chiediamo l'immediata revoca della concessione balneare allo stabilimento e l'applicazioni delle sanzioni previste dalla legge al suo gestore". Lo farò perché io non sono un fascista, ha risposto il gestore. "Gliene costruiamo uno noi da Roma a Buenos Aires, così lo rispediamo da dove è venuto".La spiaggia non è una proprietà privataLa vicenda sembra aver colto di sorpresa anche l'amministrazione comunale.

"Certo, qualcuno ravvede il reato di apologia del fascismo, ma è una questione folkloristica, un po' borderline, di cui nessuno tra i turisti, che credo non siano tutti di destra, e i residenti non si lamentano".

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