Migranti, se la Cei bacchetta Renzi

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Ovviamente l'accoglienza ai migranti è un tema caldissimo e, visti i risultati, sarà rovente nell'imminente campagna elettorale per le politiche. Dopo la presa di posizione di Matteo Renzi, anticipata qualche giorno fa dalla famigerata card dal retrogusto salviniano "non possiamo accoglierli tutti, aiutiamoli a casa loro" diffusa dalla pagina ufficiale del Pd e contenuta nel nuovo libro dell'ex presidente del Consiglio in uscita giovedì 12 luglio, gli esponenti di punta del Partito democratico stanno, uno a uno, facendo una veloce retromarcia e ritrattando le proprie opinioni relative alla questione migranti. Che molto astutamente ha captato i punti deboli di una sinistra, che se vorrà vincere alle prossime politiche dovra' recuperare, sicurezza e migranti. Insomma aiutarli a casa loro.

"Eppure - sottolineano i dem - dovrebbero ricordare gli esponenti di Forza Italia (e della Lega) che all'origine di tutto c'è il regolamento di Dublino - firmato nel 2003 dall'allora governo di centrodestra che addossa la responsabilità d'una richiesta d'asilo al primo Stato membro in cui viene registrata".

Duro anche Beppe Grillo contro l'ex sindaco di Firenze: "Cosa hai firmato? Ma purtroppo l'allenatore è lui e la prima cosa che ha fatto da allenatore è stata liquidare Emma Bonino, risorsa vera della Repubblica".

Un siparietto che va oltre le rigide regole del galateo continentale, che impone - tra le altre cose - a tutti di chiamarsi per nome: "Angela, François, David; sembriamo tutti in gita scolastica". Immediati i commenti: alcuni si chiedono se a parlare sia Renzi o Salvini.

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Il circuito Quella di Silverstone è una pista storica, perchè è qui che la storia della F1 ebbe inizio nel maggio del 1950. La risposta di Liberty Media però, non si è fatta attendere ed è arrivata tramite un comunicato ufficiale.

In difesa del leader del Pd, da Amburgo, interviene il premier Gentiloni: "E' normale ragionare sul fatto che non c'è una capacità illimitata di accoglienza". Ma il web si sa non perdona l'apparente gaffe.

Andare, quindi, oggi a Tallinn a mendicare aiuti ha significato far la figura dei pirla, perché tutti gli altri Paesi (che si rifiutano di aprire i loro porti) sapevano non solo dell'accordo 'sopra il tavolo' ma anche di quello 'sotto il tavolo' (come diceva spesso Gianni De Michelis a commento degli accordi internazionali).

Nel 2013 la popolazione dell'Africa era di 1,1 miliardi, nel 2025, nel giro di appena dodici anni, questa passerà a 1,5 miliardi.

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