E' morto George Romero, regista de "La notte dei morti viventi"

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La notizia della morte di George A. Romero ha sconvolto tutti per il suo inatteso accadimento. Proprio di questo risvolto sociale ha parlato in una vecchia intervista il suo grande amico Dario Argento: "Noi che lo giravamo eravamo assolutamente consapevoli della dimensione politica del film, d'altronde si fa politica vivendo".

Risveglio amaro per gli appassionati del genere horror.

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Il prefetto di Messina , Francesca Ferrandino, aveva infatti disposto che lo stabile facesse da ospite per i soggetti scelti (a carico di una cooperativa di Palermo ), per cercare di risolvere il problema del sovraffollamento dopo gli ultimi sbarchi, sempre più numerosi.

Lo scorso maggio era stata annunciata la possibile uscita di un nuovo film di George Romero, intitolatoGeorge A. Romero Presents: Road of the Dead, scritto di suo pugno con la collaborazione di Matt Birman, incaricato di curare la regia. George Romero, uno dei più grandi maestri del brivido, è scomparso questa notte a settantasette anni. Un film passato alla storia non solo per il suo carattere orrifico ma anche per il suo basso budget, di soli 114.000 dollari, avviando così un vero proprio genere di film horror e spettacoli televisivi basati sugli zombie. Quel che questo regista aveva capito più degli altri specialisti di horror è che la minaccia non doveva necessariamente essere qualcosa di esterno, temuto e non compreso, un trucco per mettere in moto gli eventi. Successivamente si dedicò ad altre due pellicole che non ebbero la stessa fortuna. Zombi alla ricerca di una possibilità di vita che uscivano a decine, marciando tutti assieme come fosse un quadro di Pellizza da Volpedo, dai giganteschi centri commerciali in cui erano rinchiusi come in prigione.

Certo poi c'è sempre di più e sarebbe ingiusto ridurre alla sua essenza l'epica degli zombi di Romero. E' indubbio che la prima pellicola di Romero sia un vero capolavoro. Come prevedibile, le star di Hollywood si sono unite nel ricordarlo. Il film, che globalmente incassa 40 milioni di dollari, è il secondo capitolo della Trilogia dei morti viventi che il regista conclude nel 1985 con Il giorno degli zombi in cui viene accentuata maggiormente la cupezza e l'accusa verso la società contemporanea mediante la metafora neanche troppo sottile degli zombi.

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