Mazzette per la ricostruzione dell'Aquila 10 arresti

Adjust Comment Print

I carabinieri hanno infatti provveduto ad arrestare 10 persone nell'ambito di un'inchiesta su presunte mazzette in una serie di appalti pubblici per la ricostruzione della città così duramente colpita dal terremoto di magnitudo 6.3 verificatosi alle 3:32 del 6 aprile 2009. Tra i reati contestati la corruzione, l'abuso d'ufficio e la turbativa d'asta che sarebbero stati commessi in quello che è stato definito il "cantiere più grande d'Europa". Nei guai 35 persone, coinvolti funzionari infedeli, anche di vertice, dei beni culturali abruzzesi con sede nel capoluogo di regione, imprenditori e professionisti: dieci sono finiti agli arresti domiciliari, a cinque è stata notificata l'interdizione dall'esercizio dell'attività professionale, altri 20 sono indagati.

Oltre agli arresti, le forze dell'ordine hanno messo a segno diversi sequestri e perquisizioni nei territori di Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento.

Processo Canalis-Clooney: Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini assolti
Uno dei suoi legali, l'avvocato Caterina Malavenda, ha aggiunto: "è andata benissimo, al di là della più rosee aspettative". Entrambe avevano chiesto una provvisionale di 10mila euro ciascuna.

L'attività di indagine portata avanti dal procuratore capo Michele Renzo e dal pm Antonietta Picardi avrebbe preso il via da una pista collaterale scaturita da un'inchiesta autonoma: le operazioni dei carabinieri hanno portato a intercettazioni telefoniche e ambientali e produzione di video e fotografie che proverebbero il sistema corruttivo durante l'assegnazione degli appalti. Da quanto si apprende la nuova indagine sarebbe stata aperta su spunti investigativi venuti fuori da un'altra inchiesta.

Comments