Strage di via D'Amelio, oggi sono venticinque anni

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Venticinque anni dopo i cento chili di esplosivo che hanno causato la sua morte e quella di cinque uomini della sua scorta. Una Fiat 126 rubata con cento chili di tritolo saltò in aria all'altezza del civico 21 lasciando in vita solamente l'agente Antonino Vullo. "In questa piazza i giovani portano il loro impegno per la società e per la lotta alla mafia attraverso una collaborazione con le istituzioni", spiega Colmayer: "Il Municipio II questo pomeriggio ricorda il giudice Borsellino". Un parco che per decenni ha portato il nome Mussolini e che oggi, con una cerimonia organizzata proprio nel giorno del 25esimo anniversario della strage di Via D'Amelio, rinasce con un altro significato. L'ultimo processo per la strage di Via D'Amelio è iniziato da poco, a carico dell'ultimo grande latitante di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro. Il racconto si concentrerà principalmente sui 57 giorni in cui Paolo Borsellino ha combattuto da solo, senza il suo amico e compagno di lavoro di sempre, Giovanni Falcone.

"Il ricordo del sacrificio di questo servitore dello Stato è ancora molto vivo in tutti noi".

Fiammetta Borsellino è stata ascoltata dalla Commissione nazionale Antimafia alla Prefettura di Palermo e ha consegnato alcuni documenti in cui sono contenuti alcuni elementi che ritiene caratterizzanti questi 25 anni di processi sulla strage di via D'Amelio.

Frecciarossa bloccato per guasto in galleria: passeggeri senza aria condizionata
Il locomotore che guidava il treno è collassato, ma anche quello d'emergenza che si trova in coda al treno era rotto. Dopo aver ricevuto i generi di conforto, sono stati trasferiti su un altro Frecciarossa per proseguire il viaggio.

In occasione della giornata in ricordo del giudice Paolo Borsellino, oggi 19 luglio, alle ore 12.20 e alle ore 16.40 verrà trasmesso su Rai Gulp Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi, uno speciale di animazione dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che racconta, in chiave di favola destinata ai bambini, una storia ambientata nella Palermo degli anni '50.

Falcone, l'intera documentazione è stata raccolta e pubblicata in un volume dal titolo "L'antimafia di Paolo Borsellino".

"Danneggiare i simboli della lotta alla mafia - sottolinea Emiliano con riferimento all'episodio della targa di Rosario Lìvatino - come farebbero dei teppisti di quartiere dà il segno della vergogna della quale si sono ricoperti i mafiosi".

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