VIDEO Mafia, smantellato clan Brancaccio

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Sequestrate 42 aziende per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, Lo Porto sarebbe stato il braccio destro di Pietro Tagliavia, boss del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di "Corso dei Mille", attualmente ai domiciliari.

L'inchiesta ha portato pure alla scoperta di un controllo, sempre da parte della mafia, di un gruppo imprenditoriale, che svolge le proprie attività in diverse regioni italiane, tra cui Toscana e Sicilia.

Le indagini, portate avanti con assidua competenza dalla Polizia e la Guardia di Finanza di Palermo, sotto un provvedimento emesso dal Gip, hanno fatto luce su episodi di minacce, danneggiamento, estorsione, furto e detenzione illegale di armi da parte di esponenti del clan di Brancaccio e di ricostruire le manovre della grande organizzazione della famiglia mafiosa più temuta al mondo, definendone i ruoli e identificandone i capi. In pubblico organizzava conferenze stampa per chiedere giustizia per il fratello, in privato era uno dei fedelissimi del capomafia di Brancaccio, Pietro Tagliavia, tanto da gestire la cassa e la distribuzione delle mensilità alle famiglie dei carcerati, con gli introiti derivati da estorsioni e affari loschi in città.

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Lo Porto avrebbe gestito il racket del pizzo. Sono 34 le persone arrestate per associazione mafiosa grazie al blitz di stanotte realizzato dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra Mobile e coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi. Nel corso delle operazioni, la Polizia di Stato e la Guardia di finanza hanno proceduto al sequestro di numerosi veicoli e autoveicoli utilizzati per la commissione dei reati contestati, nonche' delle aziende riconducibili agli esponenti mafiosi arrestati.

Sono state ricostruite decine di estorsioni perpetrate ai danni sia di imprese edili impegnate in importanti lavori di ristrutturazione sia di piccole attività commerciali storicamente attive nel territorio e in occasione di una delle ricorrenti feste rionali, lo stesso clan ha autorizzato l'installazione di stand espositivi e monopolizzando i guadagni.

Perquisizioni, sequestri e trentaquattro arresti in sei diverse regioni d'Italia.

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