Rinunciamo alle cure, non c'è più tempo

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I medici del Great Ormond Street di Londra ritengono necessario staccare le macchine che tengono in vita il bambino per permettergli una morte dignitosa, una lunga battaglia legale è in corso sul caso del bambino, affetto da deplezione del Dna mitocondriale. "Volevamo solo dargli una chance di vivere" ha detto la mamma del piccolo. Una consolazione che, al momento, di sicuro non aiuta i genitori di Charlie, dopo la scelta tremenda che hanno dovuto effettuare. Charlie è ormai troppo debole e la dura battaglia che hanno portato avanti Chris Gard e Connie Yates è ormai giunta la capolinea. Lo ha detto il legale dei genitori di Charlie, Grant Armstrong, mentre i genitori assistono impietriti all'udienza. L'esperto Michio Uranio ha analizzato le immagini della risonanza magnetica a cui è stato sottoposto il piccolo la scorsa settimana e ha fatto sapere che non può proseguire, 'confermando' l'incubo dei genitori.

Quindi, oggi, alle ore 14.30, il legale dei Gard ha parlato in aula, a loro nome, per l'ultima volta, dicendo: Basta così!. "E' troppo tardi per tentare il trattamento sperimentale richiesto da mesi, è troppo tardi per Charlie.". E anche il mondo scientifico ha preso posizioni diverse con casi come quello dell'ospedale pediatrico romano Bambin Gesù che aveva offerto le proprie cure al bimbo di 11 mesi affetto da quella malattia genetica.

I genitori di Charlie Gard si arrendono prima del verdetto dell'Alta Corte che avrebbe dovuto pronunciarsi sulla possibilità di trasferire il piccolo: "È tempo che vada e stia con gli angeli".

Giordania, media: "Ambasciata israeliana isolata: spari e un morto"
L'ambasciata è stata immediatamente chiusa e nella zona sono confluiti numerosi agenti e militari giordani. Il morto è un giordano, mentre uno dei due feriti è israeliano, afferma la polizia.

Ma a questo punto, le speranze che Charlie possa ottenere un nuovo periodo per cercare terapie sperimentali sembrano davvero ridotte all'osso. "Adesso è troppo tardi per curare Charlie". L'esame ha mostrato che il bambino ha riportato danni irreversibili al cervello. "I genitori hanno combattuto per preservare la vita di Charlie quando pensavano che fosse nel suo interesse". E neanche con il protocollo ci sono possibilità di un miglioramento, ha detto Armstrong.

Il personale medico del Great Ormond Street Hospital di Londra aveva infatti chiesto all'Alta Corte una nuova udienza che era stata fissata "alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti".

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