Colosseo, Franceschini: 2 agosto incontro Raggi. Più collaborazione

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Accolti gli appelli del Ministro dei beni culturali Franceschini contro le due sentenze del Tar Lazio in favore di Roma Capitale, che avevano lo scopo di ostacolare l'istituzione del parco archeologico ed evitare la nomina di direttori non italiani. È un percorso che è stato molto apprezzato all'estero e che ha anche incontrato alcune critiche, come ogni riforma realmente incisiva, ma alla quale - ha sottolineato il Ministro - non è mai stato opposto, fino allo scorso 21 aprile, alcun ricorso amministrativo. Il Comune di Roma ha scelto invece di ricorrere.

Poi apre al dialogo al Comune grillino: "Noi siamo pronti, il 2 agosto, su richiesta del Campidoglio, abbiamo già fissato un incontro dove io andrò aperto all'individuazione di forme di collaborazione sull'area archeologica centrale".

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Sono degli sprovveduti, quello che mi spaventa è questo, l'improvvisazione senza pensare a cosa succede dopo, agli ostacoli. Cifre che non spostano certamente i conti di finanza pubblica ma che hanno un valore simbolico.

"Con il sindaco Marino firmammo un accordo di valorizzazione che spinge il Comune e il ministero a trovare forme di collaborazione e integrazione biglietteria, in modo da offrire ai visitatori un servizio unico, integrato - ha aggiunto Franceschini -". All'indomani della sentenza di primo grado - ha ricordato il Ministro - si sono letti giudizi molto pesanti e approssimativi che arrivavano a insinuare l'ignoranza di norme sulla dirigenza pubblica, senza tener conto delle sentenze del Corte di Giustizia Europea e dello stesso Consiglio di Stato, che ieri ha fatto molta chiarezza consentendoci di proseguire.

"Per noi il passaggio è molto rilevante, condivisibile o meno è innegabile che in questi anni nel settore beni cultuali, e in particolare nel sistema museale, ci siano state riforme profonde, radicali, tutte coerenti con un disegno che è quello di portare il paese, sul tema della valorizzazione del proprio patrimonio museale, archeologico e artistico, a livello dei grandi cambiamenti che ci sono stati nel mondo". Quanto alla polemica sulla destinazione dei proventi del Parco, "non è mai andato un euro al Comune di Roma", precisa, aggiungendo che "nel decreto è stato inserito che il 30% degli incassi del Colosseo andasse alle attività della Soprintendenza nel territorio di Roma".

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