(...) incontrerà quello del Governo di accordo nazionale della Libia, Fayez

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, afferra le redini della mediazione sulla Libia incassando quello che definisce un accordo "storico" per il futuro del Paese sprofondato nel caos dopo l'intervento promosso sei anni fa dall'ex presidente, Nicolas Sarkozy contro il regime dell'ex colonnello Muhammar Gheddafi. "Siamo solennemente impegnati a organizzare le elezioni presidenziali il più presto possibile, in collaborazione con gli organismi corrispondenti e con il sostegno e sotto sorveglianza delle Nazioni Unite", conclude il comunicato.

"Temptation Island 4": il foto racconto della quinta puntata
Il quartetto di fidanzati protagonisti di Temptation Island 2017 avvistati ieri sera a cena insieme in un locale di Roma. Finite le registrazioni di Temptation Island 2017 , è tempo di rimpatriate per i protagonisti dell'avventura televisiva.

E' il frutto dell'accordo raggiunto nell'incontro a la Celle Saint-Cloud, nei pressi di Parigi. I membri dell'establishment libica hanno voluto sottolineare un mutamento dell'utilizzo della forza armata nel Paese, dichiarando: "Ci impegniamo ad un cessate il fuoco e ad astenerci da ogni ricorso alla forza armata per tutto ciò che non riguardi esclusivamente la lotta al terrorismo". Una ridicola scusa perché tutti ormai hanno capito che un commerciante siriano di Aleppo o un eritreo che si è pagato il viaggio con i risparmi di tutta la famiglia sono, quando sbarcano in Italia, sia migranti economici (perché vogliono rifarsi una vita) sia richiedenti asilo (perché fuggono da situazioni comunque insostenibili). Piena di populismo e retorica nazionalistica, nostalgica di una Francia che non c'è più e che proprio per questo piacerà a una parte dei francesi. "Voglio ringraziare, in particolare l'Italia, il mio amico Paolo Gentiloni, che ha molto lavorato" per arrivare all'odierno risultato. Lavoreremo per assicurare che tutte le forze militari e di sicurezza si concentrino su questo piano nell'ambito della riunificazione delle istituzioni militari e di sicurezza per coordinare la lotta al terrorismo. Si tratta di una "dichiarazione che traccia il cammino, la via verso la riconciliazione nazionale" in Libia, ha detto Macron, sostenendo che "Sarraj e Haftar possono diventare simboli dell'unità nazionale", elogiandone quindi il "coraggio storico di assumervi il rischio di lavorare insieme per la riconciliazione nazionale e una pace durevole". La Francia macroniana, infatti, sostiene il Governo Farraj in quanto membro dell'Unione Europea ma allo stesso tempo si offre come interlocutore privilegiato del generale Haftar. Cristiano maronita libanese, insignito della Légion d'honneur francese e membro del comitato direttivo di diverse organizzazione non governative, tra cui l'Open Society di George Soros, Salamé sostituisce il posto del tedesco Martin Kobler, inviso da Haftar e dai suoi sostenitori.

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