Attentati a CC, arrestati due boss

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L'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Reggio Calabria nei confronti di Giuseppe Graviano, capo del mandamento mafioso di Brancaccio attualmente detenuto in regime di carcere duro, e di Rocco Santo Filippone, 77enne boss della 'ndrangheta.

Cosa succede quando due associazioni criminali si coalizzano e pianificano una strategia comune ai danni dello stato?

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Gi arresti fanno riferimento all'attacco allo Stato portato tra il 1993 ed il 1994 in quella che fu definita la stagione delle "stragi continentali" con gli attentati di Firenze, Milano e Roma. I fatti si riferiscono a tre attentati compiuti contro i Carabinieri di Reggio Calabria: in uno persero la vita due miliari, gli appuntati Antonino Fava e Giuseppe Garofalo, era il 18 gennaio 1994; in un altro, avvenuto l'1 febbraio dello stesso anno, rimasero gravemente feriti l'appuntato Bartolomeo Musicò e il brigadiere Salvatore Serra; nel terzorimasero miracolosamente illesi il carabiniere Vincenzo Pasqua e l'appuntato Silvio Ricciardo, era l'1 dicembre del 1993. "L'operazione, non a caso, è stata denominata dagli inquirenti "'Ndrangheta stragista". Tra queste anche quelle di aderire alla strategia stragista. "Gli attentati contro i carabinieri - secondo quanto spiegato dagli inquirenti - non vanno letti ciascuno in maniera singola ed isolata, ma vanno inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell'ambito di un progetto criminale, la cui ideazione e realizzazione è maturata non all'interno delle cosche di 'ndrangheta, ma si è sviluppata attraverso la sinergia, la collaborazione e l'intesa di organizzazioni criminali, che avevano come obiettivo l'attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese anche con modalità terroristiche".

Recentemente, il 27 maggio 2016, Villani, deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia a Palermo ha riferito che aveva chiesto il perché degli agguati ai carabinieri a Calabrò e che questo gli aveva riposto che "stavamo facendo come la banda della Uno bianca: attaccavamo lo Stato". "E tale strategia - secondo gli inquirenti - appariva condivisa, da schegge di istituzioni deviate, da individuarsi in soggetti collegati a servizi d'informazione che ancora all'epoca mantenevano contatti con il piduismo". In corso perquisizioni in diverse regioni italiane. "Stefano Giordano - una reazione da parte di chi ha perso e non si rassegna a questa inesorabile sconfitta". Le operazioni sono state eseguite dalla squadra mobile di Reggio Calabria, dal Servizio centrale antiterrorismo e dal Servizio centrale operativo della Polizia con la partecipazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria.

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