Aprilia: smaltimento di rifiuti tossici nell'ex cava di Pozzolona

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Scoperta in provincia di Latina una cava dismessa trasformata in una enorme discarica abusiva per rifiuti tossici, decine di camion e macchinari utilizzati per il trasporto e l'interramento immediato delle sostanze pericolose.

I rifiuti finivano in una cava anziché in discarica, causando un danno ambientale incalcolabile e l'illecito gaudagno di chi doveva, invece, smaltirli regolarmente. Gli arrestati sono accusati a vario titolo, di far parte di un'associazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi.

Le indagini sono state eseguite dai poliziotti della squadra mobile della polizia di stato di Latina, che hanno accertato l'attività illecita che operava dal marzo del 2016 e portato all'arresto dei criminali.

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Quanto alla polemica sulla destinazione dei proventi del Parco, "non è mai andato un euro al Comune di Roma", precisa, aggiungendo che "nel decreto è stato inserito che il 30% degli incassi del Colosseo andasse alle attività della Soprintendenza nel territorio di Roma".

I dettagli dell'operazione che oggi ha portato agli arresti, in forza a 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Roma, sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa alla presenza del procuratore aggiunto Michele Prestipino.

Videosorveglianza e tecniche avanzate di intercettazioni hanno permesso agli inquirenti di scoprire un intenso traffico di veicoli pesanti che, soprattutto in orario notturno, trasportavano rifiuti tossici prontamente interrati con attrezzature dotate di pale meccaniche. A capo dell'organizzazione, sostengono gli investigatori, c'erano un romano di 53 anni e il figlio ventenne, mentre sono indagati numerosi imprenditori di Roma e Latina operanti nel settore di rifiuti. Effettuati sequestri di società, quote societarie, abitazioni, fabbricati industriali e terreni per diversi milioni.

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