Caserta, le mani sugli appalti dell'ospedale: 8 arresti tra funzionari e imprenditori

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"L'inchiesta della direzione distrettuale antimafia, oltre a confermare la situazione di illegalità diffusa intollerabile creatasi nell'ospedale di Caserta che noi stiamo denunciando da tempo, getta ulteriori ombre sui rapporti con le agenzie interinali visto che il figlio di uno degli arrestati lavora nell'ufficio protocollo grazie a un contratto con un'agenzia". Con un blitz della Dia di Napoli all'alba si è dato seguito ad indagini iniziate nel 2013 sull'unica azienda ospedaliera d'Italia commissariata per infiltrazioni mafiose.

I provvedimenti sono stati disposti dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della procura.

Il manager ospedaliero Iovine sarebbe stato secondo l'accusa il regista degli appalti per i servizi banditi per l'azienda ospedaliera.

Dalle indagini è emerso che Carmine Iovine ha una personalità assolutamente allarmante, spregiudicata e incline al crimine, peraltro, faceva evidente 'mercimonio' di posti di lavoro sia presso l'ospedale che presso le stesse ditte affidatarie dei servizi. Il cugino dell'ex capoclan avrebbe controllato tutto, dalla gestione della sala mortuaria, alle cartelle cliniche, dal prelievo allo smaltimento dei rifiuti speciali, dalla manutenzione edile alla lavanderia, dalla pulizia degli ambienti fino alla ristorazione e alla mensa.

Fincantieri: semestre in crescita, crescono ricavi e utile
Il backlog è pari a 20,4 miliardi di euro (19,3 al 30 giugno 2016) con 102 navi in portafoglio; il soft backlog è pari a 5,1 miliardi (2,5 mld).

Alcuni si prestavano in cambio di favori come l'accesso della figlia alla scuola di oculistica.

A Iovine non è stata però contestata l'aggravante del metodo mafioso, poiché, come ha scritto il gip Federica Villano: "ha agito nel suo personale interesse, non per quello dei Casalesi".

In manette ex direttore cugino di Antonio Iovine.

Altre 16 persone risultano indagate a piede libero, tra dirigenti ospedalieri e imprenditori.

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