Juventus, Bernardeschi: "La 10? Devo meritarla. Prendo il numero 33" 520 28-07

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"La numero 10 va conquistata sul campo, spero di vincere molto con questo club". Nella sua prima conferenza stampa alla Juventus, Federico Bernardeschi si ritrova a parlare anche di abbigliamento, dopo le foto che ritraevano il suo look stravagante mentre passeggiava per strada. Quest'anno è giusto che dimostri alla società, al mister, ai compagni e poi vedremo. La Juventus, per lui, è "uno dei top club al mondo, una parte di storia del calcio". "Quando la affronti da avversario, la senti". "Devo dimostrare di poter indossare la maglia numero 10". Risposta inattesa: "Ovviamente il 10 mi piace a l'avrei presa, ma è giusto così, lo devo meritare".

NUMERO 33 - "Sono credente, sono religioso". E' brutto, e io non sono qui per alimentare, ma anzi ringrazio i tifosi chi nonostante tutto mi ha fatto l'in bocca al lupo, magari qualcuno mi ha detto che non mi seguirà più pur augurandomi una crescita. Ringrazio anche le persone che mi sono sempre state accanto nel bene e nel male.

"Tanta concorrenza in squadra?"

"La concorrenza in una squadra fa bene, crea stimoli". Io sono a disposizione del mister, ho giocato in tanti ruoli.

La trattativa. "E' stata lunga, però è stata bella". Non era facile ma grazie alla fiducia che la Juve mi ha mostrato subito, grazie al mio procuratore e ai miei cari siamo riusciti a portare a casa il risultato che volevamo.

Fenomeno Temptation Island, Maria De Filippi pensa a una versione Vip
Stavolta non solo gossip , ma anche una piccola parentesi dedicata alle anticipazioni, proprio inerenti la prossima edizione. Infine una rivoluzionaria decisione di Maria De Filippi: introdurre un nuovo reality show dedicato ai vip .

Sullo striscione dei tifosi della Fiorentina. Credo ci sia una parte di società malsana. Questa parte di società va seguita e apprezzata.

"Quanto è stato importante Buffon per questa scelta? Buffon? È un esempio per tutti e quando hai un condottiero con questo spessore, ti viene più voglia di seguirlo". La sua storia parla per lui. L'interesse dei bianconeri c'è sempre stato, poi per una cosa o per l'altra non si è concretizzato. "Il destino ha voluto che l'operazione si concludesse ora".

La Champions League è un argomento piuttosto delicato da queste parti. Loro sono stati fenomenali, hanno vinto sei scudetti di fila.

Poi si racconta di quando, negli anni Settanta, Gianni Agnelli sgridò Pietro Anastasi, presentatosi al raduno su una Porsche rosa e con una giacca a quadrettoni piuttosto vistosa, su pantaloni stinti: "Veda di usufruire delle vetture dell'azienda e si rifaccia il guardaroba". "La Champions? È una competizione difficilissima, ci sono mille sfaccettature, ma l'obiettivo sarà arrivare almeno nelle prime quattro posizioni", conclude.

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