Libia, Pinotti: "Faremo attività congiunte con le autorità locali"

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"Non ci sarà ingerenza o lesione della sovranità libica". L'intervento italiano, hanno ricordato i ministri, è stato chiesto con una lettera del 23 giugno scorso dal premier Fayez al Sarraj ed assicurerà "sostegno logistico tecnico e operativo alle unità navali libiche accompagnandole mediante attività congiunte e coordinate, assicurando il ripristino e la manutenzione degli equipaggiamenti". "Il nostro obiettivo è anzi quello di rafforzarla", ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nella informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Ci sarà una ricognizione preliminare a Tripoli per capire le esigenze dei libici". Le regole d'ingaggio, ha informato Pinotti, saranno quelle in vigore per 'Mare Sicuro', ma "tenendo conto che la missione diventa bilaterale".

"Tutte le attività si svolgeranno sulla base delle esigenze delle autorità libiche e, quindi, nel più stretto coordinamento con loro" ha aggiunto.

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Pinotti ha ricordato che il Governo Sarraj "e' stato riconosciuto dall'Onu, che ha invitato tutti i membri delle Nazioni Unite a lavorare con le autorita' libiche e l'Italia si e' sempre mossa in questo quadro". "Conosciamo - ha sottolineato la ministra - la complessità della Libia e per questo lavoriamo con un approccio inclusivo per dialogare con tutti gli attori locali ma riconosciamo l'autorità legittima di Sarraj. Conosciamo anche l'orgoglio nazionale dei libici e sappiamo che è importante lavorare insieme a loro senza imporre alcunché".

"E' escluso il blocco navale" dalla missione italiana in Libia, perche' "e' un atto ostile". Lo sottolina la Commissione Europea dopo che ieri solo due organizzazione umanitarie delle 8 che lavorano nel Mediterraneo hanno sottoscritto il regolamento voluto dal governo italiano. Alfano ha ricordato che il sostegno italiano al governo di Tripoli è stato fornito "senza condizionarne il processo decisionale, altrimenti lo avremmo indebolito". "Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una proliferazione delle iniziative unilaterali, che progressivamente ha messo in discussione l'autorevolezza dell'inviato speciale Martin Kobler, a fine mandato". "A lui chiederò di imprimere nuovo impulso all'azione dell'Onu". Per le Ong che non aderiranno "continuerà a valere la legge internazionale" che regola i salvataggi in mare - spiega la portavoce della Commissione Natasha Bertaud - legge secondo cui "ogni nave ha l'obbligo di salvare le persone in mare e di condurle in un porto sicuro".

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