Migranti, Medici Senza Frontiere non firma il codice Ong predisposto dal Viminale

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"Siamo rammaricati del fatto che non si siano create le condizioni necessarie per l'adesione di tutte le Ong al Codice di Condotta, ma esprimiamo il pieno rispetto per tutte le posizioni espresse", ha aggiunto Neri in un comunicato.

"L'organizzazione Medici senza frontiere (Msf) ha consegnato una lettera diretta al ministro Minniti, con la quale, nel prendere atto dell'esemplare ruolo svolto dall'Italia, ha messo in luce che i principi umanitari di indipendenza, imparzialità e neutralità non hanno consentito la firma assieme alle altre organizzazioni". Ciò nonostante, Msf ha ritenuto liberamente di adeguarsi alla gran parte dei principi del Codice da loro condivisi. Il Codice di condotta proposto dal ministero raccoglie oggi le firme di solo due delle otto organizzazioni umanitarie presenti nel Mediterraneo Centrale: Moas e Save the children.

Fino a che però la rappresentazione dell'ambiente e delle regole Ue sarà - anche da parte di forze nominalmente europeiste - quella di una sorta di ring in cui si confrontano Paesi di peso e potenza diversa, con i più grandi e forti destinati naturalmente a prevalere e i più deboli a soccombere, allora evidentemente l'integrazione europea sarà vista come una trappola anche da parte di un Paese come l'Italia, tutt'altro che piccolo e indifeso, ma traumatizzato per un ventennio da crescenti differenziali negativi di sviluppo economico e civile ed educato a ravvisare in questa sopravvenuta debolezza la prova della natura "costituzionalmente" prevaricatrice della costruzione europea.

È probabile, dunque, una seria attività di monitoraggio e controllo da parte della guardia costiera italiana e delle navi della Marina militare inviate nella missione di supporto ai libici sulle loro coste. Non sono bastate due riunioni fiume al Ministero per chiarire i punti contestati dalle organizzazioni tra cui quello di accogliere a bordo la polizia giudiziaria e ad evitare il trasbordo di migranti su altre navi.

"L'aver rifiutato l'accettazione e la firma" al Codice di Condotta delle Ong "pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse. Questo accordo non ci aiuta a fare il nostro lavoro che è quello di salvare vite umane e contrasta con le leggi marittime". Tenere aggiornato il competente Centro di coordinamento marittimo sull'andamento dei soccorsi.

Navi in partenza. Divieto fare comunicazioni o inviare segnali luminosi per agevolare la partenza e l'imbarco di natanti che trasportano migranti, ad eccezione delle comunicazioni occorrenti durante eventi Sar. "In questo contesto l'attività delle ong sarà maggiormente sotto i riflettori e se qualcosa è stato in passato tollerato, ora non lo sarà più".

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- Informare il proprio Stato di bandiera quando un soccorso avviene al di fuori di una zona di ricerca ufficialmente istituita.

Sovvenzioni. Impegno a dichiarare, in conformità alla disciplina vigente presso lo Stato di bandiera, alle autorità competenti dello Stato in cui l'Ong è registrata, le fonti di finanziamento per l'attività di soccorso in mare e al contempo, comunicare, dietro specifica richiesta, dette informazioni alle autorità italiane nel rispetto dei principi di trasparenza.

- Cooperare con il competente Centro di coordinamento marittimo eseguendo le sue istruzioni.

Cooperazione. I responsabili devono assicurare una leale cooperazione con l'autorità di pubblica sicurezza del previsto luogo di sbarco dei migranti.

- Recuperare, una volta soccorsi i migranti e nei limiti del possibile, le imbarcazioni improvvisate ed i motori fuoribordo usati dai trafficanti di uomini.

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