Vitalizi, Senato rallenta il passo e dice no a procedura d'urgenza

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"Veramente non si accorgono che usano dei metodi da regime". A quel punto, i pentastellati hanno iniziato a inveire contro i colleghi, fino a quando il presidente Grasso ha riportato l'ordine.

L'Aula del Senato ha bocciato a larga maggioranza la richiesta del M5S di dichiarare l'urgenza sulla proposta di legge sul ricalcolo dei vitalizi.

Anche il senatore di Sinistra Italiana Peppe De Cristofaro, intervenendo in aula ha spiegato che "la questione va affrontata seriamente e non cercando facili effetti propagandistici, siamo invece contrari alla procedura d'urgenza e al tentativo di ridurre il Senato a un ruolo di passacarte".

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L'ha "vinta con l'intelligenza, con tanti strappi in mezzo, poi ai 1200 metri ho messo giù la testa e ho tirato diritto ma ero stanco morto ".

Le parole di Zanda hanno scatenato le ire dei senatori M5S, dai cui banchi è subito partito il coro "buffoni, buffoni". Il Senato non deve dilungare inutilmente la discussione e non lo farà, ma non deve troncarla artificialmente. "Chiedere l'urgenza ad agosto sui vitalizi e' solo un bluff demagogico, perche' l'esame del provvedimento, che ricordo e' stato proposto dal Pd, comincerebbe comunque a settembre".

"Il vitalizio non vogliono perderlo" e organizzano un clamoroso voltafaccia al Senato. Oggi i cittadini sapranno esattamente chi ha votato per tenersi il vitalizio il più a lungo possibile. "Il Pd ha già pronto il trucco per affossare la legge. Vogliono rallentare la discussione che avverrà così solo in autunno e poi approvare modifiche per farla nuovamente tornare alla Camera, quando non ci sarà più il tempo di approvarla". "Non la passeranno liscia". Per Alessandro Di Battista i democratici sono dei "cialtroncelli": "Sapete che argomentazioni hanno tirato fuori - scrive su Facebook - 'Dobbiamo studiare bene la proposta'". Il Pd ha l'enorme responsabilità di aver illuso i cittadini che per una volta avrebbero votato un provvedimento giusto dopo migliaia di voti vergogna. Poi ha sferrato l'attacco verso i Cinque stelle perché "c'è molta strada da fare prima che un gruppo che teorizza la democrazia dei click possa apprezzare la democrazia parlamentare, c'è chi parla di democrazia diretta nel senso che deve essere diretta da altri centri di potere". Secondo lui infatti non si può affrontare un tema del genere senza che si cambino i Regolamenti.

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