Rivoluzione scuola, licei "brevi" e diploma in 4 anni: ecco cosa cambierà

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Il secondo è quello di snellire i curricoli (quelli che quando non imperava il didattichese si chiamavano programmi) riducendo la mole delle conoscenze a vantaggio (si intuisce) di "competenze" e "abilità". Sarà costituita una commissione tecnica apposita che valuterà le domande pervenute.

Al via i licei brevi dall'anno 2018/2019 con un percorso che avrà una durata inferiore. Pensati e introdotti inizialmente dall'ex ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, la quale propose una sperimentazione per l'avvio di 60 classi, i "licei brevi" sono stati approvati anche dall'attuale titolare del Miur, il ministro Valeria Fedeli, che ha inoltre disposto non solo l'avvio della sperimentazione, ma anche l'ampliamento delle classi sperimentali da 60 a 100.

Per rendere maggiormente valutabile l'efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti, per 100 classi sperimentali in tutta Italia che partiranno nell'anno scolastico 2018/2019.

Il Comitato sarà nominato dalla Ministra dell'Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione. Per questa ragione la candidatura dovrà distinguersi per "un elevato livello di innovazione in ordine all'articolazione e alla rimodulazione dei piani di studio". Verranno inoltre adottate innovative tecniche didattiche e potenziate e valorizzate le attività di laboratorio. Un percorso non proprio semplice per i ragazzi che dovranno essere molto motivati e volenterosi, dato che il carico di lavoro non sarà indifferente.

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Inutile il tentativo in extremis del Liverpool , l'ormai ex Nizza ha scelto infatti la compagine di Luciano Spalletti . Oggi a Milano potrebbero arrivare i documenti firmati dal club francese per svolgere le visite mediche entro martedì.

Al momento la sperimentazione coinvolge 11 scuole, 6 pubbliche e 5 paritarie tra cui il San Carlo di Milano, il Visconti di Roma e l'Esedra di Lucca.

La paura più grande e che si voglia cambiare l'andamento della scuola italiana, portando i licei e gli istituti tecnici ad avere un anno in meno.

Una scelta però che potrebbe non essere delle migliori, dal momento che essi potrebbero non essere preparati per affrontare le problematiche del mondo universitario e lavorativo. "Riconosco certo - ha puntualizzato - le capacità 'commerciali' dei veneti ma ovviamente conosco anche il 'saper fare' friulano, e ne sono orgoglioso".

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